Pezzopane: ecco perché ho scritto del boss

La senatrice del Pd spiega la sua prefazione all’autobiografia dell’ex narcotrafficante Bonifacio
L’AQUILA. Sarà presentata anche all’Aquila l’autobiografia dell’ex boss del narcotraffico Rino Bonifacio oggi scrittore. La prefazione del libro «Malabellavita» giunto al traguardo della terza ristampa e che verrà presentato al pubblico prossimamente a Roma e Milano, è stata scritta dalla senatrice del Pd Stefania Pezzopane. Ma il progetto al quale partecipa la senatrice Pezzopane è più vasto, anche in vista della trasposizione del racconto in film-serie tv.
«Quella di Rino Bonifacio», spiega Pezzopane, «è una storia criminale, crudele, che provoca rabbia e disagio per la gravità dei fatti narrati. Ho accettato di scrivere la prefazione al libro dopo averlo letto tutto d’un fiato e dopo averlo conosciuto e incontrato. Ho voluto prima conoscere le sua storia, studiare le carte dei suoi procedimenti, leggere i suoi ricorsi e capire di più di quello che era nel libro. Ma soprattutto ho voluto conoscere, oltre la sua storia passata, la sua vita presente di padre e compagno amorevole. Conoscendo lui e la sua famiglia, e il figlio Ciro, stentavo a credere che l’uomo che ho conosciuto potesse essere stato in passato, il criminale dipinto come un mostro dalla cronaca internazionale. E invece è così, il Rino di prima, criminale e narcotrafficante, il Rino di oggi, alla ricerca del suo nuovo equilibrio, con la sua famiglia e il suo lavoro. Nella mia esperienza politica e istituzionale ho conosciuto terroristi e criminali, nelle carceri organizzo ogni anno un premio di poesia tra detenuti. La storia di Rino è la storia di un giovane criminale che ha passato la meglio gioventù nelle carceri di massima sicurezza di tutta Italia. Un racconto ai limiti della sceneggiatura cinematografica, che narra però fatti realmente accaduti, protezioni politiche, impreparazione a combattere il crimine ma anche un’epopea di vita vissuta tra Napoli, Milano, Riccione, Ibiza, Amsterdam, Miami e Colombia. Rino Bonifacio passa da un processo all’altro e da un carcere all’altro. Ancora oggi si trova, dopo 18 anni di carcere con delitti e reati lontani e alle spalle, in regime di libero vigilato. Ho scritto questa prefazione perché spero che la storia di Rino possa servire a mettere uno spartiacque col crimine. Mentre leggevo il libro a giugno, la procura aquilana arrestava persone appartenenti al clan dei Casalesi e io sollecitavo la presidente dell’Antimafia a visitare la mia città. Mi è sembrato quasi un segno. Rino che finisce la sua storia criminale e ne inizia un’altra. La mia speranza è che la conoscenza dei fatti possa aiutare la lotta contro la criminalità».
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