Pezzopane in campo: «Io ci sono»

29 Dicembre 2021

La deputata Pd rompe gli indugi: «Ho dato la disponibilità per la corsa a sindaco»

L’AQUILA. «Ho dato la mia disponibilità a una candidatura a sindaco. Le primarie? Ben vengano, se di coalizione. Rappresentano un grande strumento di partecipazione». Stefania Pezzopane getta un sasso nello stagno in cui si è impantanata la discussione del centrosinistra su chi dovrà essere il candidato sindaco alle Comunali. La deputata Pd rompe gli indugi – benché i segnali su un suo interessamento a scendere nell’agone elettorale non fossero mancati nel recente passato – e lo fa nel corso di un incontro per fare il punto su un anno di attività parlamentare. «Un anno difficilissimo, per via del perdurare della pandemia ma segnato anche dal raggiungimento di due importanti obiettivi, l’approvazione del Pnrr e del Fondo complementare da 1,8 miliardi destinato alle regioni colpite dai terremoti 2009 e 2016», afferma l’esponente Pd. «Grazie a un emendamento a mia firma inserito nel dl Semplificazioni, è nata la cabina di coordinamento allargata presieduta da Giovanni Legnini, un organismo di apertura, partecipazione e condivisione che invece manca al Comune, che ha optato per un modello di gestione chiuso e autarchico. Con la messa a terra di tutte queste risorse, L’Aquila potrà essere cambiata radicalmente, ma servono programmazione e strategia. Usare il Pnrr come un bancomat è rischioso, perché non attiva le energie del territorio». Quindi il passaggio sulle amministrative: «Oggi ho un ruolo forte, quello di parlamentare. Ma se il centrosinistra dovesse ritenere che sono la persona giusta per costruire un’alternativa forte e credibile all’attuale amministrazione, chiusa e retriva, io sono in campo, per combattere e vincere le amministrative». Anche, aggiunge Pezzopane, se si dovesse ricorrere alle primarie di coalizione: «Non le vedo affatto male, sono uno strumento di partecipazione importante e a Roma e Bologna, dove c’erano problemi nel fare sintesi su un candidato, sono state il metodo giusto per scegliere il profilo vincente. Immagino un grande percorso tra la gente e per la gente. Se poi la coalizione deciderà in altro senso, ben venga. L’importante è che si scelga per vincere, non per posizionarsi. E non ha senso nemmeno guardare a ciò che è accaduto cinque anni fa, o meglio ha senso farlo, ma per non ripetere gli errori che si sono commessi. Non dev’esserci spazio per dissapori, voglia di vendicarsi e di recriminare».