Pezzopane non intende ritirarsi Il centrosinistra diviso alla meta

L’ultimatum di Di Benedetto non trova consensi, domani incontro di coalizione per decidere il nome Si profila un fronte centrista col consigliere regionale e il resto dello schieramento con la deputata
L’AQUILA. Stefania Pezzopane non intende in alcun modo ritirarsi. Men che meno se l’invito le viene rivolto in termini ultimativi. Se il suo nome non va bene a tutti in prima battuta pensa alle primarie. La deputata Pd non replica – per ora – all’ultimatum del consigliere regionale Americo Di Benedetto («un nome condiviso da tutto il tavolo del centrosinistra entro 7/10 giorni oppure mi candiderò da solo»), che spariglia le carte tra gli oppositori del sindaco Pierluigi Biondi a caccia di una faticosa unità. «Lo abbiamo aspettato», sospira uno dei partecipanti al tavolo del centrosinistra, che chiede l’anonimato. «Lui ha mandato i suoi, non è mai venuto di persona. Abbiamo fatto tanti sforzi per metterci tutti insieme, poi di colpo la conferenza stampa in cui il lavoro della coalizione non viene riconosciuto». Insomma, se esce un candidato al giorno (Stefania Pezzopane, Stefano Palumbo, Fabrizio Marinelli, Americo Di Benedetto) la strada si fa davvero in salita. Un gioco dell’oca che certifica l’impossibilità che dal tavolo stesso possa uscire un nome gradito a tutti. Domani alle 17, nella sede del Pd di via Paganica, nuova convocazione del vertice di coalizione. La decisione sui nomi spetta al gruppo dei saggi, tra i quali Pietro Di Stefano e Stefano Albano (Pd); Enrico Perilli (Sinistra italiana); Fabio Ranieri (Articolo 1); Gabriella Di Girolamo (M5S); Alfonso D’Alfonso (area centrista); Gianni Padovani (area socialista); Lelio De Santis (Idv-Cambiare insieme); Fabrizio Ciccarelli (Passo possibile).
nuovo appello all’unità
L’Aquila Coraggiosa (Sinistra Italiana-Articolo Uno ha replicato all’ultimatum lanciato da Americo Di Benedetto. «L’Aquila aspetta dalle forze civico-progressiste una forte e credibile proposta politico-amministrativa; sia chiaro, non è un diritto offrire alla città un’alternativa alla disastrosa amministrazione di centrodestra bensì un dovere. E come tale noi lo viviamo. Di progetto per la città vogliamo discutere, dell’Aquila che vogliamo: una città che immaginiamo più solidale ed eguale, più curata e bella, più vivibile ed ecologica, più giusta, aperta e, quindi, più forte, con più opportunità per tutte e per tutti. L’Aquila coraggiosa vuole occuparsi di questo, di urbanistica, ecologia, di cultura, di lavoro, di cura, povertà, fragilità, delle potenzialità, delle ricchezze e delle contraddizioni della nostra città. Siamo felici che si sia riusciti a costruire un tavolo largo, ampio, animato dalle forze progressiste, civiche e democratiche; siamo felici che, finalmente, l’unità venga considerata un valore da tutte e tutti, anche da chi fino a poche settimane fa aveva in campo altri percorsi. Abbiamo contribuito in maniera decisiva, e non senza fatica, a far sì che ci si ritrovasse a parlare di temi, e non soltanto di nomi. Ora, però, è tempo di fare un passo in avanti e non un passo indietro; è tempo di dare concretezza al percorso avviato. E per questo l’unità non va soltanto evocata, ma praticata. E il luogo per farlo è il tavolo di coalizione, che si è dato dei tempi e delle regole chiare sulla costruzione del progetto politico e sulla selezione della personalità che dovrà farne sintesi, dandogli volto e gambe. Ringraziamo coloro che si sono generosamente messi a disposizione della coalizione per guidarla alle elezioni; si tratta di profili di altissimo livello che testimoniano la qualità della classe dirigente che possiamo offrire alla città. Se ci sono altre candidature, sia il tavolo a valutarle. Dobbiamo scegliere una/un candidata/o, e non un criterio. E dev’essere chiaro che, a questo punto, non si possono accettare ultimatum, forzature o condizioni, se davvero per tutti il fine è l’unità. Noi, come sempre, proveremo a lavorare e dare il nostro contributo nell’esclusivo interesse della città».

