Pezzopane non lascia il posto in consiglio

Riunione-fiume del Pd: non rientra lo scontro generazionale, ma la deputata non pensa a dimettersi
L’AQUILA. Resta aperta la partita in seno ai dem che ieri sono stati protagonisti di un’ennesima riunione fiume, alla presenza del segretario regionale, Michele Fina, del segretario provinciale Pd, Francesco Piacente e soprattutto dell’onorevole Stefania Pezzopane, finita nel mirino dallo spoglio delle amministrative che ha decretato una sonora sconfitta del centrosinistra. Lo scontro generazionale non si placa all’interno dell’assemblea degli iscritti del Pd e nell'aria si respira del nervosismo. Chiedetelo a esponenti come Adolfo Paravano, andato via “sbattendo” la porta dopo una discussione. In ogni caso, la segretaria Emanuela Di Giovambattista, dimissionaria, ha chiesto ai segretari provinciale e regionale di convocare in tempi brevi una nuova assemblea nella quale gli iscritti si esprimeranno votando tra le diverse piattaforme e candidature che emergeranno nei prossimi giorni alla luce della lunga sessione di discussione. Lei stessa giudica possibile una sua ricandidatura, accogliendo peraltro le richieste di buona parte dell’assemblea. Ma questo avverrà «solo sulla base di un radicale cambiamento e rinnovamento». Tra gli ultimi a prendere la parola, prima delle conclusioni di Piacente e Fina, la deputata Pezzopane. Le sue parole sembrano accogliere la necessità di virare verso qualcosa di nuovo. «Ho chiesto scusa per la sconfitta, il mio rammarico è enorme», ha riferito al Centro ad assemblea conclusa a ridosso delle 23. «Il 60% delle liste che sostengono Biondi è il segno di una crescita importante del centrodestra. Parliamo di una falange armata. È stata una bella discussione, anche le osservazioni critiche si possono ricomporre in un quadro di rinnovamento. Si deve andare avanti. Bisogna ripartire da quel 23% della coalizione e andare oltre. Aprire porte e finestre davvero, accogliere nuove energie. Rinnovamento, unità, rigenerazione sono le parole d’ordine. Favorirò questo percorso», ha concluso, chiarendo che sarà nei banchi dell’opposizione in consiglio comunale. Le divergenze le renderanno difficile la possibilità di considerarsi alla guida di tutto il centrosinistra, tanto più che lo stesso Di Benedetto sarà in consiglio.
VERINI
A proposito delle liste di Di Benedetto, Enrico Verini entra in consiglio con il gruppo Azione-Noi al centro-L’Aquila viva-Più Europa. «Oltre a fare i complimenti a Biondi», spiega, «torno a esprimere l’orgoglio di aver fatto parte della proposta di Di Benedetto, con cui proseguiremo la comune azione politico-amministrativa. Torno in consiglio, dopo una assenza di qualche anno, con la stessa voglia della prima volta ma con qualche consapevolezza in più. Questo mi aiuterà a esercitare il ruolo al quale dedicherò impegno e passione, nella certezza che L’Aquila è la città di tutti noi, di chi ha vinto e di chi ha perso, e sta a tutti noi, pur nei differenti ruoli, fare quanto necessario perché vada avanti come merita e meritiamo tutti. Per questo motivo», aggiunge, «in rappresentanza dell’intera lista con la quale mi sono candidato, in consiglio saremo fermi, ma ragionevoli. Faremo proposte, soprattutto, sperando che siano una base di dialogo, in merito alle idee messe in campo in campagna elettorale». (fab.i.)

