Pezzopane tende una mano a Pietrucci per fare “pace”
L’AQUILA. Dopo gli stracci volati nel vertice del Pd convocato dal segretario Stefano Albano per fare il punto della situazione dopo la sconfitta elettorale, la senatrice Stefania Pezzopane scrive al...
L’AQUILA. Dopo gli stracci volati nel vertice del Pd convocato dal segretario Stefano Albano per fare il punto della situazione dopo la sconfitta elettorale, la senatrice Stefania Pezzopane scrive al consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci (entrambi presenti alla resa dei conti) e gli tende una mano. «Bene Pierpaolo, leggo ragionamenti politici e allora diventano tanti i punti in comune. Anche se dalla tua discussione rimangono fuori i problemi concreti delle persone che sono sempre i più importanti. Magari si perde anche perché dare risposte è difficile e credo che stando in Regione ti sarai accorto di quante richieste ti vengono fatte e a cui non riesci a dare soluzioni. Prima di tutto il lavoro che manca. E poi la sanità e l’ospedale e la ricostruzione. Sì, la ricostruzione», scrive la Pezzopane, «dove nonostante il grande lavoro fatto, gli aquilani soffrono ritardi e difficoltà. E volentieri anche io mi confronto, con serenità e senza psicodrammi, fermo restando che siamo dirigenti di un partito che nei suoi luoghi di ascolto e confronto trova le sue ragioni e le sue decisioni. Anche io ho letto tue idee sulla stampa, cose che non ho condiviso e che ho ritenuto ingiuste e fuorvianti anche nei confronti di Americo Di Benedetto. Lasciarle correre senza interloquire, mi sembrava un’offesa alla intelligenza della nostra gente. E ho avuto ragione, perché hai cambiato approccio e modalità. Non ho condiviso nemmeno quando all’indomani del voto al primo turno, in un’intervista sul Centro hai attribuito a te il successo di quel risultato e hai chiamato “pietrucciani” alcuni dei possibili eletti, tra cui il nostro segretario, che in quanto tale non può che essere persona libera da ipotetiche correnti o fazioni. Nel Pd non esistono pietrucciani, ne lolliani, né tanto meno pezzopaniani, che tra l’altro suona proprio male. Per me le cause di una così grave sconfitta sono tante e le responsabilità diffuse: 10 anni di governo sono tanti e in molte città il cambio è stato imposto subito al primo mandato. Dobbiamo darci il tempo giusto e mettere da parte ogni personalismo. Io confido nel Pd e nel centrosinistra e siccome per fortuna siamo tanti, con tante belle teste, troveremo la giusta sintesi».

