Più pensionati che occupati Ora è allarme in provincia
Record negativo nel Centro sud: nell’Aquilano quattro lavoratori ogni cinque anziani Si paga lo spopolamento delle aree interne: persi oltre 2.500 abitanti in due anni
L’AQUILA. In provincia dell’Aquila ci sono più pensionati che lavoratori: arriva così un altro indicatore a segnalare l’emergenza demografica e sociale del territorio appenninico. Ogni cinque anziani in pensione, infatti, sono solo quattro le persone che creano reddito e rimpinguano le casse dell’Inps: il rapporto è di uno a 0,8, come dicono le elaborazioni dei dati dell’Istituto di previdenza e dell’Istat.
Nessuno ha numeri del genere nel Centro sud. A livello nazionale, l’Aquilano si piazza al decimo posto tra le province con il rapporto peggiore, dopo Reggio Calabria e Catanzaro (che hanno 0,67 lavoratori per ogni pensionato), Crotone, Vibo Valentina, Lecce, Cosenza, Caltanissetta e Oristano. In totale in Italia sono 39 le province che hanno un saldo negativo: Al 39° posto c’è Chieti, il cui rapporto è di uno a 0,99.
Tutti gli altri territori hanno un saldo positivo. Le province di Teramo e di Pescara sono perfettamente sulla media nazionale: il rapporto nel Teramano è di 1,1, nel Pescarese di 1,11, esattamente come il dato italiano. Ma è lontanissima la provincia più virtuosa, quella autonoma di Bolzano, che vanta 1,62 lavoratori per ogni pensionato, seguita da Prato con 1,48 e Trento con 1,47.
LO SPOPOLAMENTO
Il dato estremamente negativo dell’Aquilano non può sorprendere. Da anni la provincia risulta tra quelle più colpite dallo spopolamento, fattore dovuto all’invecchiamento della cittadinanza e in parte anche all’emigrazione dei giovani. Basti pensare che la provincia è passata, secondo i dati Istat ufficiali, dai 290.811 residenti del primo gennaio 2021 ai 287.151 del primo gennaio 2023. In due anni, quindi, si sono persi oltre 2.500 abitanti. Tra le città regge praticamente soltanto L’Aquila, che si sta riavvicinando alla soglia dei 70mila residenti nella sua lenta ripresa dopo la tragedia del terremoto di 14 anni fa. Intorno al capoluogo, perdono abitanti quasi tutti gli altri, anche Avezzano e Sulmona.
MENO LAVORATORI
L’effetto diretto è il calo degli occupati. Anche in questo caso è l’Istat a mostrare la parabola discendente dei numeri dell’Aquilano: nel 2021 in provincia lavoravano 109mila persone, nel 2022 107mila. Ma se il dato femminile è rimasto pressoché identico, è il dato dell’occupazione maschile ad essere sceso di duemila unità in un solo anno.
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