Più spazi all’aperto per i bar e i ristoranti

Provvedimento del commissario finalizzato a rilanciare i consumi. Multe a chi non rispetta le distanze
AVEZZANO. Il commissario prefettizio “allarga le maglie” del regolamento per consentire a bar, pub, ristoranti e pizzerie di “imbandire” il maggior numero di tavoli all’aperto: le imprese di pubblico esercizio potranno occupare gli spazi destinati a parcheggio di fronte alle attività, con possibilità di espandere l’area esterna verso le attività confinanti. «Nel caso di istituzione di isole pedonali», spiega il commissario prefettizio, Mauro Passerotti, «le attività possono occupare anche uno spazio della carreggiata stradale». Le norme transitorie (art 60 bis), in vigore fino al 30 ottobre, quindi, aprono la strada alle richieste delle associazioni di categoria. «Al fine di dare sostegno alle imprese e, per quanto possibile, tutelare i livelli occupazionali», aggiunge, «nel periodo previsto dal governo (fino a ottobre) potranno chiedere l’occupazione di suolo pubblico in deroga al regolamento». La domanda, corredata di planimetria, va presentata al Suap – diretto da Massimo De Sanctis – per l’autorizzazione in tempi celeri. Il Comune, quindi, tende la mano agli operatori della ristorazione, chiamati però a far rispettare le regole. «Il titolare», dice Passerotti, «è obbligato a vigilare affinché i clienti non creino assembramenti, sostino il tempo necessario alla consumazione e rispettino distanze di prevenzione». Per chi trasgredisce è prevista una sanzione di 300 euro, mentre, in caso di recidiva, scatta la sospensione o, nei casi più gravi, la revoca della concessione.
«La deroga», dice Giuliano Montaldi (Confcommercio). «è un passo in avanti in attesa di ampliare il quadro con l’aggiunta di piccoli eventi per spingere le persone a tornare a vivere la città, sempre nel rispetto delle norme». Carlo Rossi (Confesercenti) plaude al Commissario e agli uffici: «Hanno fatto bene e in fretta nel dare la possibilità di aumentare gli spazi esterni per allestire i tavoli. Il provvedimento è una buona soluzione per alleviare i disagi dell’emergenza, ma è evidente che, da solo, non può bastare per risolvere una situazione così drammatica». Uno studio della Confesercenti nazionale ha certificato che ogni pubblico esercizio ha perso 55mila euro di fatturato, il 30% dell’annuale, per un totale di 11,5 miliardi complessivi.
«L’occupazione di superfici più ampie», dice Fabrizio Belisari della Cna, «consente ai ristoratori di poter recuperare coperti nel rispetto delle misure di distanziamento, ampliando anche la sensazione di sicurezza per i clienti. Alla luce di questi efficaci provvedimenti», conclude, «è necessario ripensare la città in un’ottica di mobilità sostenibile, e spazi più ampi visto anche l’arrivo della bella stagione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

