Pianeta Maldicenza tra concerti e incontri

16 Gennaio 2015

Al Cotugno il primo festival dei gruppi musicali che cantano in dialetto, stasera spazio al teatro

L’AQUILA. Si svolgerà domani in tutta Italia la terza edizione della Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali. L’iniziativa mira a sensibilizzare i Comuni d’Italia alla tutela dei dialetti e delle lingue locali. Alla riscoperta e alla valorizzazione del dialetto aquilano punta da tre anni il «Pianeta Maldicenza-Festival della critica sincera e costruttiva nella tradizione aquilana di Sant’Agnese», giunto alla decima edizione. Eppure l’uso prevalente del dialetto in famiglia, come rivelano gli ultimi dati Istat, riferiti al 2012, riguarda solo il 9% della popolazione. Dialetto, dunque, soprattutto come bene storico da salvaguardare.

Ieri il Pianeta Maldicenza ha riflettuto sul valore del dialetto in due diversi momenti al «Cotugno»: in mattinata il primo festival delle band giovanili aquilane che cantano in dialetto e nel pomeriggio una tavola rotonda su dialetto e scuola. «Da due anni aderiamo all’iniziativa perché si inserisce bene nella grande attenzione che diamo alla lingua», ha detto la vice dirigente del «Cotugno» Grazia Di Lorito. «Dai ragazzi», ha proseguito, «arriva sempre di più il segnale di un desiderio di ricostruzione e consolidamento delle radici. La ricchezza del dialetto permette loro di riappropriarsi della propria storia. Ovunque si rivaluta il dialetto di cui si guarda l’espressione colta, perché nella lingua locale si trova la storia, le contaminazioni, le evoluzioni. Ad esempio il dialetto abruzzese, in particolare, è multiforme, segno del passaggio di tante popolazioni in questi luoghi». L’idea di un festival musicale per band che usano il dialetto è arrivato lo scorso anno dai Dabadub e da Doriana Scarsella, linguista e traduttrice aquilana. «Al termine della scuola superiore per Interpreti a Forlì», spiega Scarsella, «feci la tesi sull’uso delle lingue minoritarie, in particolare in musica. Confrontai i Dabadub che cantano in aquilano e i Massilia di Marsiglia che cantano in occitano, ed è emerso che il dialetto è sempre usato per esprimere messaggi di protesta o di disagio o per comunicare il senso di appartenenza a un luogo. Qui all’Aquila, proprio dopo il terremoto, c’è stata una vera riscoperta, dando anche ai gruppi musicali nuovo slancio». A esibirsi ieri sono stati i Dabadub, Dem, Khany Scjoti e i Sommossa 99 Krew al loro primo live. La giornata, che si è aperta con l’Inno d’Italia cantato da tutti i ragazzi a gran voce, si è svolta sotto l’egida della Società italiana Dante Alighieri, della cui presidentessa, Flavia Stara, ha portato il saluto la docente del Cotugno Marina De Marco. Il Pianeta Maldicenza, organizzato dalla Confraternita dei devoti di Sant’Agnese, continua fino a domenica e stasera spazio al teatro con la «Bottega dei Guitti» in «E ji ricordi te scoppiano ’entro», testo di Maria Di Nella, liberamente tratto da «La doppia vita dei numeri» di Erri De Luca. Ridotto del Comunale, alle 21, ingresso libero.

Barbara Bologna

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