Piano Case, 30 alloggi agli agenti di custodia

Ok dalla giunta alla convenzione stipulata con la direzione della casa circondariale delle Costarelle
L’AQUILA. Alloggi del Progetto Case e Map agli agenti della polizia penitenziaria. Su proposta dell’assessore alle politiche abitative, Francesco Bignotti, la giunta comunale ha approvato lo schema di convenzione con la direzione della casa circondariale Costarelle per l’assegnazione di 30 alloggi Case e Map agli agenti di polizia penitenziaria e ai dipendenti del comparto ministeriale di afferenza in servizio alle Costarelle. Gli assegnatari saranno soggetti al pagamento di un canone di locazione stabilito in base ai patti territoriali. «Prosegue l’azione dell’amministrazione comunale finalizzata a valorizzare il patrimonio delle abitazioni post sisma con finalità sociali», il commento dell'assessore Bignotti, «nel senso di intervenire a favore di quelle categorie che hanno evidenziato delle necessità particolari. Questo atto deliberativo segue la convenzione siglata con l’Esercito. La richiesta della direzione della casa circondariale ci ha permesso di proseguire sulla strada già tracciata, che ci vede impegnati nel ripensare un differente utilizzo di questo patrimonio immobiliare. Molti agenti che prestano servizio nelle carceri cittadine vengono infatti da fuori città e la giunta ha ritenuto opportuno venire incontro alle loro esigenze». Notizia appresa «con cauta soddisfazione», dalla Uil. «La cautela è d'obbligo», afferma Mauro Nardella, segretario confederale Uil, «visto che non è dato sapere quanto questa operazione peserà sulle tasche dei baschi blu. La scelta poteva essere tranquillamente ovviata se solo si fosse seguito un migliore iter nella gestione della ristrutturazione degli alloggi che insistono nella locale caserma e che, nella peggiore delle ipotesi, avrebbe sottratto poche decine di euro per la loro fruizione. Certo è che proprio la Direzione del carcere, che ha attivato il protocollo con il competente assessorato, potrebbe rimetterci e non poco. Dal punto di vista della gestione di eventuali emergenze, infatti, cadrà l'ipotesi di utilizzo di personale accasermato. Quello stesso personale che nelle carceri italiane, e in tantissimi casi, ha permesso di togliere parecchie castagne dal fuoco ai direttori che ne potevano disporre. Vedremo se l'operazione sarà economicamente conveniente per le tasche degli agenti».(m.p.)
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