Piano Case e Map, spese senza fine: 2 milioni e mezzo di lavori all’anno

L’ultima fattura pagata ammonta a 116mila euro, molti alloggi vengono riconsegnati in totale degrado Dalla pavimentazione da rifare ai servizi igienici sostituiti, gli interventi da eseguire sono molteplici
L’AQUILA. Ogni anno dalle casse pubbliche escono circa 2 milioni e mezzo di euro per la manutenzione straordinaria di Map e alloggi del piano Case. L’ultima fattura, pagata pochi giorni fa, ammonta a 116.000 euro. Leggendo il dettaglio dei lavori che vengono eseguiti si ha l’impressione che alcuni alloggi vengono praticamente rifatti da capo. Spesso l’intervento è necessario per ridare l’agibilità a strutture che vengono lasciate (da chi torna nella casa originaria o sceglie una diversa sistemazione) in uno stato di degrado totale.
COSA DICE IL CONTRATTO
Eppure nel contratto che il cittadino terremotato ha stipulato col Comune per avere l’alloggio si legge che: «L’assegnatario del modulo abitativo è obbligato: a non concedere l'immobile in uso, neppure parziale, a terzi ed a qualunque titolo; a utilizzare l'immobile e le cose mobili che lo compongono con la diligenza del buon padre di famiglia; a non apportare alcuna modifica, addizione o miglioria senza il preventivo consenso scritto del Comune; a riconsegnare l’immobile nello stato medesimo in cui lo ha ricevuto salvo il normale deterioramento d'uso; a risarcire direttamente il Comune per gli eventuali danni arrecati sia all'immobile sia ai beni mobili in esso contenuti; a non compiere atti e tenere comportamenti che possono recare molestia agli altri abitanti dello stabile; a non esercitare nell’alloggio attività incompatibili con l’uso abitativo, o pericolose o antigieniche; a servirsi del bene con la dovuta diligenza, esclusivamente per uso abitativo». Sarebbe utile sapere dal Comune a quanti cittadini è stato chiesto il risarcimento per i danni “pesanti” agli alloggi. A volte chi li lascia non lo comunica nemmeno. C’è poi tutta la vicenda, sempre aperta, di chi non ha mai pagato i consumi (ma questa è un’altra storia).
I LAVORI
Nelle fatture (relative agli stati di avanzamento) che le ditte rimettono al Comune c’è il dettaglio dei lavori effettuati. Si va dal completo rifacimento dei tetti con la rimozione dei manti impermeabili; alla sostituzione delle porte interne ed esterne; alla rimozione di apparecchi igienico sanitari come vaso con cassetta, bidet, docce, lavello, lavabo; al cambio di rubinetterie, saracinesche mattonelle e ceramiche. E poi: rifacimento pavimenti; nuovo rivestimento di pareti interne con piastrelle di ceramica smaltata monocottura; tavolato in legno di abete per falde di tetto; converse e scossaline in alluminio; discendenti compresi i collari di sostegno, impermeabilizzazione di superfici in calcestruzzo; ripristino della funzionalità degli impianti elettrici; realizzazione di sistemi di allontanamento di volatili con dissuasori con spilli in acciaio; pulizia di gronde, discendenti e bocchettoni, a qualsiasi altezza, sia in copertura che a parete; posa in opera di lastra in cemento fibrorinforzato fissata a pavimento sulla struttura del solaio del balcone; rimozione della struttura in legno deteriorata; paraspigoli in alluminio; pannellatura in lastre in fibrocemento utilizzate come rivestimento delle pareti esterne; fissaggio delle tubazioni delle linee del gas collocate in facciata; pulizia finale completa dell'appartamento con smaltimento dei rifiuti e ogni onere per dare l'opera finita e pronta ad essere adibita all’uso; sgombero di materiali abbandonati nei pressi delle palazzine del progetto Case quale arredi, elettrodomestici, suppellettili e altro; sigillatura e stuccatura con silicone colorato delle fughe delle scale interne di accesso ai piani delle abitazioni al fine di rifissare le mattonelle staccate. Ed è solo una parte dei lavori che vengono fatti.
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