Piano Case su area privata Indennizzo da 200mila euro

21 Marzo 2020

La Corte d’Appello, con sentenza, ha definito il valore dei terreni espropriati Il ricorso era contro il Comune ma il debito verrà ripianato dallo Stato

L’AQUILA. L’ennesima sentenza della Corte d’Appello condanna il Comune a pagare una somma per le indennità di esproprio le cui valutazioni sono state contestate tramite un ricorso. Si tratta, in particolare, di una controversia nella quale la titolare di terreni che si trovano a Sant’Elia si era opposta alla stima delle indennità fatte nel post terremoto ritenendole non adeguate. Quei terreni furono utilizzati per la realizzazione del Progetto Case Sant’Elia 1 e delle connesse opere di urbanizzazione. La diversità di vedute sul valore delle aree ha fatto in modo che il caso fosse portato all’attenzione della Corte d’Appello, competente per materia. I giudici hanno ritenuto che il valore dell’indennizzo si attesti su oltre 180 mila euro che diventano quasi 200 mila con gli interessi.
La Corte, però, ha disposto la compensazione delle spese di giudizio comprese quelle della consulenza che ha posto a carico per il 50 per cento ciascuno della ricorrente e del Comune dell’Aquila. L’ente, dunque, ha rimborsato per la metà le spese di consulenza alla ricorrente per un importo di 8mila euro. A questo punto il Comune dell’Aquila, come da accordi pregressi, ha inoltrato richiesta al ministero delle Finanze per il ripiano e trasferimento delle somme.
Le controversie di questa natura sono tante all’Aquila, e poggiano, per l’appunto, sulla valutazione dei terreni. Alcuni dei proprietari delle terre espropriate hanno sostenuto che si trattava di aree non edificabili e, quindi, di valore relativo, ma che sono diventate aree sulle quali si è poi costruito per cui l’accrescimento del valore sarebbe indiscutibile.
Va anche detto, però, che ci sono anche diverse sentenze che ritengono buone le valutazioni fatte dalle istituzioni e non ci sono altre somme da aggiungere.
La storia delle espropriazioni è lunga. Nell’estate del 2009, per costruire le nuove opere provvisorie, vennero espropriati centinaia di migliaia di metri quadrati di terreno. Una decisione alla quale non ci si poteva opporre sia per la situazione tragica che il terremoto aveva provocato sia perché la Protezione civile possedeva, all’epoca dei fatti, poteri assoluti.
Certo è che molte sentenze hanno rappresentato un considerevole esborso per le casse dello Stato deputato a ripianare i debiti.
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