Piano del commercio all’esame del consiglio
Il 14 luglio si discuterà il nuovo regolamento con 18 articoli: dalle botteghe storiche al plurinegozio
L’AQUILA. Il commercio in centro riparte dalle “botteghe storiche”. Attività con più di 50 anni alle spalle che avranno, dal Comune, un riconoscimento “fisico”: una targa con lo stemma della città, in bronzo per i negozi aperti da oltre mezzo secolo, laminata in argento per chi ha superato i 75 anni e in oro per attività in essere da almeno 100 anni. Una copia della targa può essere esposta in vetrina o accanto all’ingresso del negozio, senza tassa sulla pubblicità. Ma sono previsti anche vantaggi economici, con l’abbattimento delle tasse, incentivi e agevolazioni da prevedere nell’ambito del regolamento comunale. È una delle novità del nuovo piano del commercio, che sta approntando il vicesindaco Raffaele Daniele. E di cui si discuterà nel consiglio comunale del 14 luglio, all’Emiciclo. Un regolamento con 18 articoli, che poggiano sul rilancio del centro storico come centro commerciale naturale, centellinando gli interventi per media e grande distribuzione. L’impalcatura del nuovo piano, che andrà a sostituire il vecchio testo del 2002, elaborato anche sulla base delle indicazioni emerse nella fase di ascolto con organizzazioni sindacali e associazioni di categoria, poggia «sulla necessità di bloccare la grande distribuzione nelle periferie e mettere ordine nei nuclei industriali di Sassa e Pile, dove convivono imprese commerciali, artigianali e industriali».
Partirà anche una verifica sulle attività presenti nelle varie zone della città e sull’impatto che possono avere i nuovi insediamenti di media e grande distribuzione, con due tipologie distinte: le attività comprese tra 250 e 600 metri quadrati, per le quali non occorre lo studio di impatto ambientale, e le medie strutture maggiori, tra 600 e 2.500 metri quadrati. Il Comune intende valorizzare il centro cittadino come “salotto buono” e lo dimostra «l’obbligo, per gli esercenti, di mantenere adeguati standard di decoro anche nel caso in cui i locali siano sfitti. Stabiliti, inoltre, i requisiti minimi, in termini di superficie utile, di altezze interne e dotazioni igieniche, per la somministrazione di alimenti e bevande. La somministrazione su area pubblica o privata a uso pubblico è soggetta a concessione rilasciata dal Comune in conformità a un disciplinare». Nuovi criteri anche per la concessione del suolo pubblico per aprire chioschi per alimenti e bevande, edicole e punti vendita di fiori vicini ai cimiteri con una durata della concessione che non può superare i 12 anni e non può essere inferiore ai 6. Altra novità del piano del commercio è l’introduzione del “plurinegozio”: un locale unico dove possono convivere più attività commerciali abbattendo i costi di gestione e condividendo gli spazi.
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