Piano di ricostruzione innovativa a Tempera: disco verde al progetto

L’AQUILA. Forse è uno dei primi casi che riguarda una frazione del Comune dell’Aquila di “ricostruzione innovativa”. La giunta, con un provvedimento che ora approderà in consiglio comunale, ha...
L’AQUILA. Forse è uno dei primi casi che riguarda una frazione del Comune dell’Aquila di “ricostruzione innovativa”. La giunta, con un provvedimento che ora approderà in consiglio comunale, ha autorizzato un progetto di ricostruzione a Tempera che prevede «la demolizione e ricostruzione di un intero aggregato con applicazione del premio di cubatura e l’arretramento del fronte fabbricato su via Santa Croce e via dei Conigli». La novità sta nel fatto che si deroga dal semplice “dove era e come era”. Il provvedimento è in parte frutto anche del cosiddetto “Piano di recupero urbano della frazione di Tempera” approvato nel 2017 e che fu sostenuto fra gli altri anche dall’allora consigliere comunale Giustino Masciocco che ebbe la collaborazione di due dirigenti comunali, Vittorio Fabrizi e Chiara Santoro. Quel Piano, semplificando, permetteva interventi che guardavano a una seppur limitata modifica dell’impianto urbanistico per adeguare a esigenze più “moderne” strade e slarghi. «Tale Piano», si legge nella delibera, «consente interventi di ristrutturazione con modalità attuative definite dalle norme di attuazione del Piano stesso».
Nel frattempo sono stati pubblicati sull’albo pretorio del Comune dell’Aquila il 101° e il 102° elenco dei “buoni contributo” per la ricostruzione privata. I documenti sono composti da due allegati. L’allegato 2 contiene “pratiche prive del titolo abilitativo” detti anche “permessi a costruire” che devono essere rilasciati dal Comune. Nei due elenchi (allegati 1 e 2) ci sono contributi per oltre 30 milioni di euro. Sono finanziati grossi aggregati ad Assergi, Camarda, Monticchio e Coppito. L’allegato 1, come succede ormai da tempo, contiene però soprattutto rettifiche al rialzo sia per aggregati della città che delle frazioni. Si tratta spesso dell’adeguamento del 20 per cento dei costi di ricostruzione.(g.p.)
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