Piano speciale per Campotosto Legnini: i cantieri devono aprire

Presentate le misure per accelerare gli interventi di recupero sugli edifici lesionati dai terremoti Priorità a piazza e chiesa, ma il sindaco avverte: «Se non partono anche i privati li commissariamo»
CAMPOTOSTO. «Adesso non ci sono più alibi, abbiamo fatto le semplificazioni procedurali necessarie e siamo pronti ad aggiungerne altre se necessario, ora si devono aprire i cantieri, punto e basta». Il commissario per la ricostruzione post-sisma 2016 Giovanni Legnini ha scelto Campotosto per lanciare un messaggio forte a sindaci, amministratori, tecnici e proprietari. «Chiunque dice che un tale progetto è fermo perché ci sono problemi irrisolvibili dice una cosa non vera e se insiste mandatelo da me o all’ufficio ricostruzione e gli spieghiamo come stanno le cose», ha continuato Legnini. Il commissario ha partecipato ieri pomeriggio a un incontro con la popolazione per presentare il programma straordinario per la ricostruzione di Campotosto, uno strumento adottato già per Amatrice e che si pone obiettivi ben precisi soprattutto per la ricostruzione pubblica.
Il programma prevede un primo “stralcio” per intervenire sulla “Agorà” cioè il luogo pubblico per eccellenza: la piazza con il contesto urbano fatto da belvedere, chiesa parrocchiale e dai sottoservizi che permetteranno di ripavimentare le strade principali. Ma c’è un aspetto – emerso dalle parole di Legnini e dal direttore dell’ufficio speciale che ha sede a Teramo Vincenzo Rivera – che va al di là della ricostruzione di Campotosto. In questi mesi si è parlato molto di semplificazioni per accelerare l’approvazione dei progetti e avviare i cantieri. Oggi si è arrivati al punto che rispetto alle norme del cratere 2016 le procedure 2009 sembrano preistoria. È la differenza, per banalizzare, fra andare con una macchina (2016) o con una bicicletta (2009). Due cose per cominciare: per la presentazione di un progetto 2016 basta una Scia (segnalazione certificata di inizio attività) e se ci sono abusi vengono sanati al massimo con una ragionevole multa. Legnini ha insistito molto su questo. Nei piccoli comuni i micro-abusi sono quasi la normalità e da qui è nata la necessità di “sanatorie” per sveltire l’iter. Anzi, Legnini è andato oltre: «Se un edificio è crollato e quindi non esiste più, come in molti casi qui a Campotosto, di quale abuso parliamo?».
Il commissario ha fatto un accenno anche alle questioni del doppio cratere (norme 2016 che si sono sovrapposte a quelle 2009). Anche su questo è stato perentorio: «Io sono per applicare nei comuni del doppio cratere e quando ci sono norme confliggenti la norma più favorevole, cioè quella del 2016». Non se ne è parlato specificamente, ma mentre con le procedure 2009 nell’Aquilano ci sono centinaia di chiese che attendono la ricostruzione, a Campotosto sarà l’Ufficio speciale a fare da stazione appaltante per la parrocchiale. Insomma il modello L’Aquila 2009, esempio sbandierato come il meglio del meglio, di fronte al modello Amatrice (nato dopo l’insediamento di Legnini) deve quantomeno fare un passo indietro. Sia Legnini, che Rivera che il sindaco di Campotosto Luigi Cannavicci hanno poi lanciato un aut aut a tecnici e proprietari partendo da un caso concreto. Il programma prevede priorità fra cui piazza e chiesa. «Nessuno pensi che mentre noi rifacciamo piazza e chiesa gli aggregati privati che sono tutt’intorno possano continuare a dormire sonni tranquilli. Non lo permetteremo», ha detto ancora Legnini. Cannavicci ha indicato anche lo strumento: «Siamo pronti a commissariare gli aggregati che non si costituiranno o quelli fermi per vari motivi». Il commissario ha annunciato anche una “ordinanza Campotosto” per mettere altri fondi per la ricostruzione ed eliminare i problemi residui. Tempi? Nessuno si è sbilanciato su questo ma è chiaro che entro due-tre anni si cominceranno a vedere i risultati concreti. «Ma ci vuole lo sforzo di tutti», ha concluso Legnini.
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