Piazza d’Armi, rischio inquinamento falde

9 Giugno 2019

Il Comune dispone sondaggi nella zona che fu sede di 15 serbatoi interrati di carburante e deposito di macerie post-sisma

L’AQUILA. L’area di piazza d’Armi, compresa quella dove dovrebbe sorgere il parco urbano, sarà oggetto di indagini di natura ambientale. Il Comune dell’Aquila, tramite determina dirigenziale, disporrà, a breve, l’attività di campionamento e analisi delle acque sotterranee. Per questa ragione è stato affidato il lavoro a una ditta del Chietino.
Il motivo di questa indagine ambientale, in una zona che già adesso è assai frequentata soprattutto da giovani, sta nel fatto che l’area «è stata interessata dal deposito di macerie provenienti da demolizioni e crolli per il sisma del 6 aprile 2009». Inoltre, nel corso di tale attività di deposito, l’Arta stessa aveva manifestato l’opportunità «di provvedere alla definizione della morfologia e della direzione del flusso di falda a caratterizzazione qualitativa delle acque sotterranee».
Ma la necessità di un campionamento è dettata anche da un’altra esigenza. La zona è stata anche un deposito di serbatoi di carburante per il rifornimento di mezzi utilizzati per le esercitazioni militari. Lì, infatti, il soggetto attuatore per la realizzazione del parcheggio a raso nell’area ex deposito dei carburanti, ovvero il Provveditorato alla opere pubbliche, ha provveduto a rimuovere ben 15 serbatoi interrati. L’Arta, facendo indagini su delega della Procura, inchiesta di cui si sono perse le tracce visto che risale a 8 anni fa, aveva fatto una relazione nella quale si evidenziavano valori di concentrazione di idrocarburi non proprio rassicuranti ma senza indicare esattamente la quota di contaminazione che, evidentemente, c’è.
Per cui, nel dubbio, si è ritenuto necessario indagare ancora. Visto che si tratta di un lavoro molto specifico e non ci sono adeguate professionalità in zona, si è affidato il lavoro all’esterno per alcune migliaia di euro.
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