Piazza d’Armi, tutto fermo: «Ora sono a rischio i fondi»

L’AQUILA. Il parco urbano di piazza d’Armi sembra, per il momento, un sogno nel cassetto. Per tenere viva l’attenzione sul futuro del polo sportivo e aggregativo della zona ovest dell’Aquila, le...
L’AQUILA. Il parco urbano di piazza d’Armi sembra, per il momento, un sogno nel cassetto. Per tenere viva l’attenzione sul futuro del polo sportivo e aggregativo della zona ovest dell’Aquila, le minoranze in consiglio comunale hanno sottoposto la giunta Biondi a un’ interrogazione sulla situazione effettiva del parco urbano. A firmare l’interrogazione sono Stefania Pezzopane, Paolo Romano, Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Alessandro Tomassoni, Massimo Scimia, Enrico Verini, Gianni Padovani, Simona Giannangeli, Lorenzo Rotellini, Stefano Palumbo e Stefano Albano. Il progetto – per quale gli stanziamenti ammontano a circa 22 milioni di euro – non è ancora partito, e rischia di perdere i fondi. Il primo fermo ufficiale ai lavori è arrivato un anno fa, con il veto dell’Anac posto a seguito di discrepanze tra il progetto con il quale la ditta Rialto aveva vinto la gara di appalto e una nuova proposta di progetto esecutivo, molto più costoso, presentato solo in un secondo momento. La nuova somma richiesta dalla Rialto ammontava infatti a più di 15 milioni di euro, contro i circa 10 milioni di preventivo con il quale si era aggiudicata la gara. Per questa sostanziale incongruenza, l’amministrazione ha ufficializzato la rescissione dal contratto già il 29 agosto 2022. Piazza d’Armi, nel frattempo, aspetta di vedere che ne sarà dei suoi ampi spazi, lasciati attualmente al volere delle sterpaglie.
Come prevede il progetto, il parco urbano di piazza d’Armi avrebbe dovuto ospitare percorsi gioco, un teatro, uffici, bar e un parcheggio interrato. A disegnarlo è stata la società Architetti associati Modostudio, vincitrice del concorso internazionale bandito dal comune del capoluogo per trovare il progetto migliore. Il totale di circa 22 milioni per la realizzazione risulta da una somma di diverse campagne di raccolte fondi che hanno seguito il sisma del 2009. I primi 3 milioni sono stati donati dal comitato Australian Abruzzo earthquake appeal fund con lo scopo di dotare L’Aquila di un nuovo grande teatro; 15 milioni vengono dal piano di valorizzazione urbana del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, altri 4 sono stati stanziati da alcuni senatori e allora deputati del Partito democratico in base alla cosiddetta “legge mancia”.
«È inaccettabile che la città venga privata di uno spazio che potrebbe e dovrebbe essere fondamentale per le esigenze sociali della città», ha attaccato Pezzopane in conferenza «che riqualificherebbe l’intera zona di viale Corrado IV, fornendo alla città dell’Aquila un grande polo di aggregazione ludico-sportiva, nonché un’apertura valida dell’Aquila ovest». L’urgenza dell’interrogazione arriva a fronte della possibilità di perdita di gran parte dei fondi. A rendere ancora più evidente l’esigenza di un intervento sul sito di Piazza d’Armi si è aggiunta l’incuria del manto erboso, che nei giorni scorsi ha portato anche al divampare di un rogo. (u.c.)
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