Piazza Duomo, via il dehors della discordia

La struttura accanto alle Anime Sante rimossa dopo l’ordinanza del Comune. Tra 2 mesi le motivazioni
L’AQUILA. La gru è arrivata di buon’ora, gli operai hanno iniziato a togliere viti e a staccare le grandi travi in legno. Nel primo pomeriggio, del dehors della discordia non erano rimaste che poche travi a terra, che verranno rimosse oggi. Dopo dieci giorni di polemiche la struttura in legno posta proprio a fianco della chiesa delle Anime Sante è stata rimossa in ossequio a un’ordinanza del Comune che ha dato la sospensiva ai lavori precedentemente autorizzati.
Adesso il Comune ha 60 giorni per spiegare le motivazioni che hanno portato alla sospensiva. Il giorno dopo l’inizio del montaggio della struttura e le successive feroci polemiche che si erano scatenate anche sui social, i proprietari del ristorante avevano cercato di spiegare che la struttura aveva seguito l’iter previsto per legge. Nell’aprile dello scorso anno, infatti, il consiglio comunale aveva approvato il regolamento che disciplinava questo tipo di strutture in centro. Con il regolamento alla mano, i proprietari avevano chiesto l’autorizzazione al Suap, sportello unico attività produttive del Comune dell’Aquila, per un’autorizzazione di 3 anni più 3. Per disciplinare i lavori era stato organizzato un tavolo tecnico e una specifica conferenza dei servizi. Per quanto riguarda gli altri enti interessati, secondo i proprietari la legge prevede che sia lo sportello unico a farsi carico di comunicare l’esistenza del progetto. «Potevano dirci di no», si erano lamentati i titolari dell’attività allo scoppiare delle polemiche, ricordando che la tassa di occupazione di suolo viene pagata dallo scorso 18 dicembre. Nel corso dei tavoli tecnici erano state anche imposte la tipologia di legno, larice massello spazzolato, e di vetro, alto tre metri e tagliato su misura. La struttura costa alcune decine di migliaia di euro e al momento dovrà essere stoccata a spese dei proprietari. L’attività, che ha ridato vita a uno spicchietto del centro storico, in inverno offre lavoro ad almeno 8 persone. A quanto si è potuto sapere erano in corso i colloqui per le assunzioni estive, sospese anche quelle. Le difficoltà non finiscono qui. Infatti, la procedura per avere una nuova autorizzazione per rimettere i tavolini prevede tempi molto lunghi. (r.p.)
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