Piazza per mostre e convegni nel luogo simbolo del sisma
AVEZZANO. Non solo Palazzo Torlonia. Ci sono altri pezzi di storia da valorizzare nei piani dell’amministrazione Di Pangrazio. L’operazione, con interventi a tappe, a partire dalla Collegiata di San...
AVEZZANO. Non solo Palazzo Torlonia. Ci sono altri pezzi di storia da valorizzare nei piani dell’amministrazione Di Pangrazio. L’operazione, con interventi a tappe, a partire dalla Collegiata di San Bartolomeo, piazza annessa (un finanziamento di 170mila euro è già disponibile), ha mosso i primi passi con la progettazione esecutiva del primo step e di uno studio di fattibilità per tutto il complesso storico cittadino della società AX1. L’obiettivo è quello di creare un unicum del patrimonio storico, finora non adeguatamente valorizzato, e dare agli avezzanesi – e non solo – una location d’eccezione per spettacoli, eventi, mostre, convegni o, semplicemente, per una passeggiata attraverso la storia della città. Il primo step dell’intervento di riqualificazione di piazza San Bartolomeo dovrebbe passare alla fase esecutiva all’inizio del nuovo anno. La Collegiata di San Bartolomeo era il principale edificio religioso di Avezzano. La chiesa divenne, per volontà del cardinale Marcantonio Colonna, un punto di riferimento delle suore trinitarie, la cui scuola venne edificata accanto all’edificio religioso. Andò completamente distrutta con il terremoto del 13 gennaio 1915: rimase in piedi soltanto la base del campanile, mentre alcune parti pericolanti della facciata furono demolite dal Genio civile. Due capitelli, l’acquasantiera e la campana realizzata dalla Premiata fabbrica da orologi da torre Michelangelo Canonico sono esposti all’Aia dei Musei di Avezzano. Nel 1965, cinquanta anni dopo il terremoto, il Genio civile realizzò il monumento commemorativo situato nel largo di San Bartolomeo ricostruendo una piccola parte del campanile.

