Picchia la ex davanti ai figli, arrestato

Un 32enne ai domiciliari dopo anni di violenze scatenate dall’uso di cocaina. I bimbi in una struttura segreta
AVEZZANO. Pretendeva rispetto e subordinazione. Altrimenti erano botte. E quando la ex “disubbidiva” calci e pugni arrivavano con puntualità, anche in presenza dei figli minorenni. Per non parlare delle decine di messaggi wathsapp, scritti e registrati, accompagnati dalle minacce. Episodi di violenza ai quali gli agenti della squadra mobile dell’Aquila, Sezione reati contro la persona, hanno posto fine arrestando il 32enne di Avezzano.
L’uomo, di cui omettiamo il nome per tutelare la donna e i figli minorenni, si trova ai domiciliari su disposizione del gip del tribunale, Francesca Proietti, su richiesta del pm Lara Seccacini.
Le indagini, avviate dalla Mobile aquilana, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del giovane, accusato di maltrattamenti in famiglia ai danni della ex, vittima di ingiurie, percosse e anni di umiliazioni. L’uomo già nel 2014 era stato raggiunto da una misura coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare, con contestuale divieto di contatto e di comunicazione con la compagna. Ma non ha osservato mai le disposizioni. Nel corso dell’attività investigativa, inoltre, è stato accertato che il 32enne è un abituale consumatore di cocaina, condizione che lo rendeva ancora più irascibile e violento, tanto che lo scorso maggio, a seguito di un rimprovero della compagna affinché evitasse di consumare droga e di lasciare le siringhe con tracce di sangue in spazi frequentati anche dai loro figli minori, il giovane ha malmenato la donna gridandole che pretendeva rispetto e subordinazione. La giovane ha trovato il coraggio di denunciare e mettere fine alle angherie. Si trova in una casa famiglia, mentre i bimbi sono stati affidati a una struttura protetta e segreta.
Il gip motiva così il provvedimento: «Emerge una peculiare propensione alla violenza, anche a causa dell’uso cronico di stupefacenti. È evidentemente e necessario disporre idonea misura cautelare, efficace a salvaguardare l’incolumità della persona offesa e dei minori (il cui equilibrio psicofisico potrebbe essere fortemente compromesso proprio a causa della loro partecipazione involontaria alle aggressioni del padre verso la madre e al contatto con le dipendenze da stupefacenti). Nonostante (omissis) e i figli minori si trovino attualmente in struttura protetta ignota, è estremamente elevato il rischio che (omissis) provi a scoprire il loro rifugio, a raggiungerli e, infine, a compiere gesti inconsulti per ripristinare – con la forza – il proprio ruolo e per riproporre e ripetere nel tempo le stesse vessazioni e prevaricazioni finalizzate a garantirsi il silenzio su uno stile di vita inadeguato rispetto, appunto, alla genitorialità».
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