Picchia la sua ex, 32enne ai domiciliari

4 Gennaio 2019

Il pestaggio a novembre, la ragazza presa a calci e pugni e ferita alla schiena con una bottiglia

SULMONA. Avrebbe tentato prima di strangolarla e dopo averle sferrato calci e pugni l’avrebbe colpita con il vetro di una bottiglia dietro la schiena procurandole ferite e tagli guaribili in 30 giorni. Un pestaggio in piena regola quello compiuto nei confronti della sua ex appena maggiorenne, da Fabrizio Gigante, 32enne di Sulmona, già finito in passato nei guai. Il giovane è stato arrestato ieri dagli uomini della squadra anticrimine del commissariato su ordinanza del gip Giorgio Di Benedetto. I fatti fanno riferimento al mese di novembre quando i due ex fidanzati si sarebbero incontrati all’interno di un palazzo gentilizio di Sulmona. Tra i due sarebbe nata una discussione accesa culminata, secondo le prove raccolte dalla polizia, nella reazione violenta del 32enne, il quale avrebbe stretto le sue mani attorno al collo della giovane per strangolarla. La 18enne, riuscita in qualche modo a divincolarsi, è stata però colpita con calci e pugni dal suo ex che le avrebbe poi inferto ferite sulla schiena con il collo di una bottiglia. Nell’ordinanza con cui il gip ha disposto gli arresti domiciliari per il 32enne, viene sottolineata la «rara determinazione con la quale l’aggressione è stata condotta, tenendo conto della sua durata e della breve interruzione durante la quale l’indagato, anziché placare la sua agitazione, ha ulteriormente rafforzato il proprio proposito, andando a munirsi della bottiglia con la quale avrebbe continuato l’aggressione e inflitto alla parte offesa i tagli poi riscontrati sul dorso della giovane». «Confidiamo nel fatto che le successive fasi del procedimento segneranno un alleggerimento della posizione del signor Gigante, quale risulta ora dall’ordinanza di custodia cautelare e dalla grave misura applicata», afferma il difensore dell’indagato, Stefano Michelangelo. «Riteniamo doveroso specificare che la vicenda si pone quale unico episodio, peraltro più marginale di quanto emerga allo stato, di una lunga relazione contrassegnata da un sensibile divario di età fra le parti. Le iniziative giudiziarie, allo stato intraprese, risentono, comprensibilmente, dell’alta soglia di attenzione rivolta ai casi di violenza sulle donne. Ma, lo ripetiamo, non sono consequenziali alla reale portata dei fatti. A solo titolo esemplificativo ci sentiamo di affermare che la parte offesa, sebbene nessun riferimento vi sia nell’ordinanza, ha già provveduto a rimettere la querela a suo tempo presentata». (c.l.)
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