Picchia moglie e figlia, arrestato

Pescina, un 52enne disattende i provvedimenti del giudice e finisce in carcere
PESCINA. Un uomo di origini magrebine è finito in carcere per maltrattamenti in famiglia. S.N., 52 anni, era stato raggiunto dall’obbligo di firma e dal divieto di avvicinamento e di dimora nel comune di Pescina per le violenze ai danni della moglie, una donna italiana di circa 55 anni, e della loro figlia adolescente. I maltrattamenti andavano vanti almeno dal 2011, anno in cui la moglie aveva iniziato a sporgere una serie di denunce nei confronti del marito recandosi nella caserma dei carabinieri di Pescina, guidata dal luogotenente Rocco Alì. Spesso in preda ai fumi dell’alcol, S.N. aveva infierito verbalmente e fisicamente nei confronti della donna con ingiurie, minacce di morte e botte. Durante una delle furibonde liti casalinghe aveva perfino dato fuoco al letto matrimoniale. La donna lo aveva denunciato anche per furto poiché in più di un’occasione le aveva sottratto del denaro dalla borsa per andare a comprare alcol. Nel 2016 il 52enne era stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, ma dopo un periodo di detenzione era tornato in libertà seppur con alcune limitazioni. La misura cautelare detentiva era stata, infatti, sostituita dall’obbligo di firma e dal divieto di avvicinamento e di dimora a Pescina. Il magrebino però ha sistematicamente violato le misure cautelari di cui era gravato. A seguito delle segnalazioni arrivate alla Procura, la Corte d’Appello dell’Aquila ha emesso un provvedimento «per aggravamento del divieto di avvicinamento alla casa familiare disposto dopo reiterate violazioni della misura originaria». Per S.N. si sono aperte di nuovo le porte del carcere. I carabinieri della compagnia di Avezzano, diretti dal capitano Pietro Fiano, lo hanno prelevato nella sua abitazione di Pescina per condurlo nella casa circondariale di Avezzano. L’arrestato è difeso dagli avvocati Luca e Pasquale Motta.
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