Picchia, violenta e sequestra la sua donna: sconterà 14 anni

Condannato con il rito abbreviato un uomo di 42 anni: gli episodi avvenuti anche davanti al figlio In aula il racconto delle sevizie subite dalla vittima rimasta sfigurata al volto. L’uomo è già in carcere
L’AQUILA. Quattordici anni di reclusione con il rito abbreviato (che prevede la riduzione di un terzo della pena) sono stati inflitti dal giudice per l’udienza preliminare Guendalina Buccella a carico di un uomo di 42 anni accusato di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni gravissime, violenza privata. A tutela della vittima, e del figlio minorenne che ha assistito in prima persona a numerosi atti di violenza avvenuti tra le mura domestiche, il Centro non indica il nome dell’imputato condannato. Il giudice depositerà le motivazioni della sentenza entro la fine del mese di marzo.
In aula, prima del verdetto pronunciato mercoledì sera a palazzo di giustizia, sono risuonati i racconti sconvolgenti dell’inferno in terra che la donna è stata costretta a vivere nel corso degli ultimi anni.
A causa delle continue aggressioni, anche con calci e pugni sul volto, la donna ha avuto un indebolimento della vista e uno sfregio permanente sul viso. Al culmine degli atti di violenza la donna è stata anche sequestrata in casa per diversi giorni e sottoposta a una serie di sevizie corporali. La vittima ha trovato la forza di denunciare l’uomo ed è stata accolta dal centro antiviolenza che ha assicurato assistenza e protezione a lei e al figlio minorenne. Il condannato già si trova rinchiuso nel carcere di Rieti in custodia cautelare per i medesimi fatti.
L’avvocato di parte civile che ha assistito la donna nel corso del procedimento, Simona Giannangeli, sottolinea l’importanza di rivolgersi immediatamente al centro antiviolenza quando si verificano le prime avvisaglie di casi del genere per mettere fine alle angherie e avviare un percorso di liberazione.
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