Picchiato e derubato, 39enne dal giudice
Lo aggredirono in tre, raggiungendolo alle spalle, e gli rubarono lo smartphone, lasciandolo a terra col naso rotto. Si terrà oggi la prima udienza nel processo che vede imputato K.E.M., 39enne di...
Lo aggredirono in tre, raggiungendolo alle spalle, e gli rubarono lo smartphone, lasciandolo a terra col naso rotto. Si terrà oggi la prima udienza nel processo che vede imputato K.E.M., 39enne di origine marocchina e residente a Luco nei Marsi, dinanzi al giudice del tribunale di Avezzano Marianna Minotti. L’uomo, difeso dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, assieme ad altri due soggetti, si rese responsabile della rapina ai danni di M.B., anch’egli 39enne nato in Marocco. I fatti risalgono al 2022, quando la vittima fu raggiunta durante la notte dagli aggressori e colpita al volto e alla testa. Una volta reso inoffensivo, l’uomo fu derubato.
Fu lo stesso K.E.M. a sottrargli lo smartphone. Frugò nelle tasche della vittima dell’aggressione e si impossessò del suo telefono cellulare, un Wiko Y80, con annessa sim card. Il ferito fu trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, dove gli furono diagnosticati un trauma cranio-facciale con la frattura del setto nasale. Ascoltato dalle forze dell’ordine, riuscì a fornire indicazioni utili per il riconoscimento dell’autore della rapina. I due complici, invece, non furono mai identificati.
Ora l’imputato dovrà rispondere del reato di rapina aggravata, poiché posta in essere da più persone, in orario notturno. In questo caso il codice penale prevede la reclusione da 7 a 20 anni e la multa da 2.500 a 4.000 euro. (a.p.)
Fu lo stesso K.E.M. a sottrargli lo smartphone. Frugò nelle tasche della vittima dell’aggressione e si impossessò del suo telefono cellulare, un Wiko Y80, con annessa sim card. Il ferito fu trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, dove gli furono diagnosticati un trauma cranio-facciale con la frattura del setto nasale. Ascoltato dalle forze dell’ordine, riuscì a fornire indicazioni utili per il riconoscimento dell’autore della rapina. I due complici, invece, non furono mai identificati.
Ora l’imputato dovrà rispondere del reato di rapina aggravata, poiché posta in essere da più persone, in orario notturno. In questo caso il codice penale prevede la reclusione da 7 a 20 anni e la multa da 2.500 a 4.000 euro. (a.p.)

