Piccinini: o cacciano De Matteis o vado via

L’assessore di Fratelli d’Italia replica al capogruppo in consiglio comunale che aveva chiesto le sue dimissioni
L’AQUILA. «O io o De Matteis. Ora il partito deve decidere».
È uno scontro frontale, ormai, nel centrodestra al comune dell’Aquila, tra il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgio De Matteis, e l’assessore dello stesso partito (e di quello del sindaco Pierluigi Biondi e dell’assessore e vicesindaco Guido Liris), Alessandro Piccinini. Il lancio definitivo del guanto di sfida era stato gettato da De Matteis nella Commissione consiliare Gestione territorio di venerdì, e la “scusa” è stata la querelle sull’antenna di telefonia mobile installata a Pagliare di Sassa, vicino alla chiesa medievale.
Già nel consiglio comunale di giovedì c’erano state le prime avvisaglie, quando il capogruppo di Fratelli d’Italia aveva lasciato l’aula, insieme agli altri due consiglieri dello stesso partito presenti, Marcello Dundee e Berardino Morelli (assente giustificata Ersilia Lancia), al momento del voto di un ordine del giorno presentato da Ferdinando Colantoni, di Insieme per L’Aquila (uno dei fuoriusciti da Forza Italia), della coalizione di maggioranza del centrodestra, proprio sull’antenna.
Il giorno dopo, in Commissione, De Matteis ha accusato apertamente l’assessore Piccini per l’assenza in aula («era in palestra», ha urlato il capogruppo di FdI durante l’assise civica) e lo ha invitato a dimettersi.
Ieri immediata la replica dell’assessore al Commercio, Attività produttive, ma anche Contenzioso e Avvocatura. E proprio dall’Avvocatura era arrivata una risposta negativa per i cittadini di Sassa, che in una petizione con 1.500 firme chiedono la rimozione dell’antenna, alta 35 metri. Secondo De Matteis, l’assessore era stato avvertito il giorno prima proprio dall’avvocatura del Comune con una lettera, ma Piccinini in consiglio non si è visto per dare risposte ai cittadini. Ieri, però, è arrivata quella per De Matteis: «Aspetto determinazioni dal partito. O lo cacciano o me ne vado io».
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