Piccole e medie imprese Sbloccati dieci milioni

Il Cipe dà il via libera al trasferimento dei fondi alla Regione per l’accesso al credito Ente gestore la Fira. L’assessore Febbo: «Boccata d’ossigeno per tutto il sistema»
L’AQUILA. Facilitare i prestiti bancari, soprattutto per le piccole e medie imprese del cratere sismico.
Il Cipe ha dato il via libera al trasferimento alla Regione di 10 milioni di euro, destinati alle misure di garanzia per l’accesso al credito di piccole imprese inserite nell'area del cratere sismico 2009 e sisma Centro-Italia.
«L’assegnazione di dieci milioni di euro alla Regione», spiega il neo-assessore regionale allo sviluppo economico, Mauro Febbo, «di fatto apre le porte alle procedure operative che permetteranno alle aziende del cratere sismico di poter contare sul sistema dei Confidi per avere le garanzie necessarie di supporto ai prestiti bancari. Si tratta, nella sostanza, di misure che permettono al piccolo imprenditore di programmare azioni di rilancio della propria azienda, con piccoli investimenti in grado di far fronte alle difficoltà di mercato generate anche dagli eventi sismici».
La Regione ha individuato la Fira, la finanziaria regionale diventata organo “in house”, come ente gestore della partita sulle garanzie alle imprese del cratere.
«Nei prossimi giorni», fa sapere Febbo, «incontrerò il presidente di Fira per verificare i margini operativi e mettere in campo la strategia per rendere fruibili i dieci milioni, che sono già in cassa e immediatamente spendibili».
Soldi che, secondo Febbo, «serviranno, con il supporto dei Confidi, a dare una boccata di ossigeno al sistema creditizio, soffocato da un’eccessiva ristrettezza dei margini di accesso ai finanziamenti, applicati dagli istituti di credito. Le piccole aziende commerciali, artigianali e industriali, che operano nelle zone terremotate, più di altre hanno problemi di garanzia per ottenere le somme necessarie a rimettere in piedi l’attività».
In Abruzzo i prestiti bancari sono diminuiti, negli ultimi sette anni, del 30,8 per cento.
Si è passati dai 14 miliardi e 753 milioni del 2011 ai 19 miliardi 202 milioni di novembre dell’anno scorso, secondo la Cgia di Mestre che ha elaborato i dati della Banca d’Italia.
«Sul territorio non abbiamo più una banca locale», afferma in conclusione l’assessore regionale Febbo, «e questo dato, certamente, non facilita affatto l’accesso al credito».
«Insieme ai Confidi stiamo facendo ripartire l’Artigiancassa. Si tratta di un importante strumento di supporto al comparto dell’artigianato, per offrire garanzie economiche anche alle piccole imprese». (m.p.)
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