Piccone: Celano vuole continuità

E su Avezzano: centrodestra senza organizzazione, vedremo al secondo turno
CELANO. Il dopo voto ad Avezzano e a Celano analizzato dall’ex senatore Filippo Piccone, primo degli eletti (1.000 preferenze) in tutta la Marsica nella lista “Una città da amare” capeggiata da Settimio Santilli, riconfermato sindaco.
«La situazione di Celano», sottolinea, «è in linea con le tendenze nazionali che vedono il centrodestra, in questo momento, prevalere nel Paese. Abbiamo avuto diversi anni di governo alle spalle e siamo riusciti a far crescere i consensi anche con i fatti. Ad Avezzano, invece, il centrodestra non ha una organizzazione di base e infatti si è corso con lo schieramento spaccato. La debolezza del centrodestra è proprio nell’apparato, nella capacità di trasformare i consensi di opinione in consensi sul territorio. Vedremo se al secondo turno il centrodestra riuscirà a ricompattarsi». Ma non è tutto, secondo Piccone. A fare la differenza è anche la capacità di coinvolgimento del candidato sindaco. «In queste realtà», sottolinea, «quella strettamente politica è una analisi parziale. Le differenze più sostanziali le mettono in campo i candidati sindaci, la capacità di strutturarsi, di fare aggregazione. Da questo voto appare una fotografia di Avezzano non corrispondente alla situazione nazionale e alla tendenza locale. Proviamo a pensare solo per un attimo se ad Avezzano il centrodestra avesse avuto la capacità di andare unito con un candidato che potesse rappresentare tutto lo schieramento. Avrebbe potuto vincere al primo turno». Una disorganizzazione frutto della carenza di identità politiche locali? «A volte», continua Piccone, «quando ci sono mutamenti di scenari politici a livello nazionale, è difficile ricostruire sul territorio e riorganizzare i partiti. L’altra volta, tre anni fa, il candidato Gianni Di Pangrazio aveva vinto come in questa occasione. Ma al secondo turno aveva prevalso il voto di opinione degli avezzanesi che preferirono Gabriele De Angelis. Ora, come allora, la partita si riapre, ma non è detto che accada la stessa cosa. Queste realtà, e non parlo solo di Avezzano, ma in generale, hanno bisogno di una classe politica presente sul territorio, che abbia credibilità da spendere e che abbia la capacità di dare prospettiva alle città. Non tutto può ridursi alle tendenze politiche».
E a Celano? «A Celano», conclude Piccone, «si è votato fondamentalmente il candidato a sindaco e la sua lista. Le persone hanno voluto dare continuità a un’azione di governo perché si aspettano che si facciano altri progetti per la città. E questo fa crescere in modo esponenziale il nostro senso di responsabilità».
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