Piccone: chiamerò la Lorenzin

Il deputato di Ap attacca: «Il reparto è da terzo mondo». E i sindacati sollecitano Paolucci
AVEZZANO. Un filo diretto con il ministro Beatrice Lorenzin per affrontare una volta per tutte il problema del pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. L’onorevole Filippo Piccone (Alternativa popolare) appoggia l’iniziativa del sindaco Gabriele De Angelis e promette battaglia. «La misura è colma», osserva il deputato, «il pronto soccorso non è degno di un paese civile, plaudo all'iniziativa del sindaco di Avezzano, De Angelis, che si sta dando da fare e mi metto a disposizione anch'io per risolvere il problema laddove è possibile. Non mancherò di investire anche il ministero della Salute. Badate bene, non voglio la polemica, ma bisogna risolvere il problema. Lunghe liste d'attesa, disservizi incredibili, pochi posti letto e situazione da nord Africa. Mi arrivano molteplici segnalazioni di disagi da parte degli utenti. Non è tollerabile».
I SINDACATI. «Da mesi lavoriamo per questa difficile situazione, ma gli incontri nelle sedi opportune non hanno portato ai risultati sperati», gli fa eco Antonio Ginnetti della segreteria regionale Uil dopo la denuncia degli 11 medici del pronto soccorso di Avezzano che hanno scritto una lettera al ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, sulla situazione di collasso e rischio per i pazienti in cui versa l'unità di emergenza avezzanese. «La Asl da sola non può risolvere il problema», spiega Ginnetti, «perché serve l'autorizzazione della Regione. Questa del pronto soccorso di Avezzano è la punta di un iceberg che riguarda tutta la Asl perché c'è una carenza strutturale di organico. Lo stiamo dicendo da gennaio. Sono tanti anni che non si fanno i concorsi, e poi ci sono stati molti pensionamenti». In un recente incontro a Palazzo Silone, l'assessore Silvio Paolucci si era impegnato con la Uil e altre sigle a ridurre il taglio del personale sulle Asl e dare il nullaosta per l'assunzione a tempo indeterminato». «A oggi non abbiamo avuto riscontri su questo punto», continua Ginnetti, «oltre alla carenza di personale, ce n'è anche una legata a un deficit organizzativo. L'attività di 118 deve essere scorporata da quella di pronto soccorso, come avviene all'Aquila. Si risolverebbe con questa nuova organizzazione l'80 per cento dei problemi. La rete ospedaliera di questa provincia», sottolinea il sindacalista, «non può essere garantita da questa dotazione di organico. Le rassicurazioni di Tordera per l'assunzione di pochi medici per tutta l'azienda non risolveranno i problemi. Lo stiamo dicendo da troppo tempo ed è ora che si faccia qualcosa. Anche il sindaco di Avezzano prenda atto di questa situazione». «Se c'è una struttura dove il servizio di emergenza-urgenza da un punto di vista organizzativo funziona, come all'Aquila, dobbiamo adottarlo anche ad Avezzano», afferma Pino De Angelis, segretario regionale Uil, «le dotazioni di pronto soccorso sono legate al numero di prestazione. Dovremmo avere la stessa dotazione di quella dell'Aquila. Servono due dotazioni organiche distinte. Ad Avezzano non si sa chi deve fare cosa. L'infermiere che magari sta curando un paziente, improvvisamente con l'arrivo di una chiamata lo deve lasciare e correre da un'altra parte per svolgere un'altra mansione. Chiediamo il rispetto dell'impegno assunto dall'assessore Paolucci, evitando che la situazione del pronto soccorso di Avezzano si proietti anche in tutta la provincia. La dotazione di personale della Asl, infatti, dovrebbe essere di 4.300 unità, invece siamo a 3.800».
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