Piccone e Santilli al telefono: «Errori? Affari dei dirigenti»

È il giorno della prima acquisizione di atti, l’ex parlamentare rassicura il sindaco: «Che prendessero carte, non te ne fare un problema. Da 18 anni mi fanno così»
CELANO. Rassicurava il sindaco, pensando di poter scaricare sui dirigenti presunte responsabilità dovute a eventuali errori negli atti ufficiali del Comune. Emerge da un’intercettazione dell’ex vicesindaco Filippo Piccone arrestato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato a otto misure cautelari, tra cui quella nei confronti del sindaco Settimio Santilli (sospeso dalla prefettura), e ad altre 17 misure restrittive a carico di imprenditori, tecnici e dipendenti dell’Ente. Parlando col primo cittadino, il 20 giugno 2018, proprio mentre gli investigatori si trovavano in Comune, l’ex parlamentare lo rassicura riguardo alle acquisizioni documentali messa in atto dai carabinieri del nucleo investigativo dell’Aquila (era la prima “visita” dei militari). Nella conversazione telefonica tra i due amministratori comunali, il primo cittadino appare preoccupato per la presenza degli uomini dell’Arma all’interno degli uffici. Il telefono intercettato è quello che Santilli utilizza in qualità di dirigente Ama, la municipalizzata dei rifiuti di Roma.
Santilli: «Pronto?».
Piccone: «Settimio!»
Santilli: «Oh! Filippo...».
Piccone: «Che dici?».
Santilli: «Ma nulla, che dico? Mi hanno chiamato, che... stanno ancora i carabinieri dentro al Comune...».
Piccone: «E, stanno ad acquisire le carte, che le acquisissero Settì, mica... non te ne fare un problema Settimio, per due ragioni».
Santilli: «Sì...».
Piccone: «Perché se ci sono degli errori, da un punto di vista procedurale sono c...zi dei dirigenti, ok?».
Santilli: «Uh!».
Piccone: «E qui non sono c...zi nostri, per il resto... un problema di meno... hai capito, questa è la situazione. O no?».
Santilli: «No, per carità, però sembra che…».
Piccone: «Eh! Settimio, perché una parte, una parte è così, una parte ci sto io ed è sempre così... guarda che cosa sta scritto là?».
Santilli: «E, sì, sì, mo’ ci vuole... ora non l’ho letto...».
Piccone: «Quindi...».
Santilli si meraviglia dei controlli, affermando di non aver mai visto una cosa del genere, probabilmente in virtù del numero di carte acquisite.
Piccone, allora solo consigliere comunale, lo rassicura sostenendo che da 18 anni si trova nell’occhio del ciclone, sfiorato da varie indagini.
Santilli: «Mai vista una cosa del genere…».
Piccone: «Ma dai, sono 18 anni che mi stanno facendo così Settimio, sono 18 anni, non è un giorno, sono 18 anni. Capito?».
Santilli: «No, vabbè te lo volevo dire, insomma perché...».
Piccone: «E, ma la sto controllando».
Santilli: «Ah!».
Piccone: «Cioè, la sto a controllare, mi sto informando ok?».
Santilli: «Vabbò, sentiamoci comunque. Ok?».
Piccone: «Ok, d’accordo, ciao».
Santilli: «Ciao».
Nell’inchiesta sono indagate 56 persone e secondo la Procura il totale dei fondi pubblici destinati a circa 30 procedure o appalti ammonta a 13 milioni di euro, suddivisi in 11 milioni di euro per l’esecuzione di lavori, un milione e mezzo di euro per le progettazioni e 500mila euro per gli affidamenti dei servizi. Le procedure su cui ci sarebbe stata una turbativa sono 30. I reati contestati dai pm Andrea Padalino e Lara Seccacini sono, a vario titolo, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, tentato peculato, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio. Il Tribunale del riesame ha revocato o sostituito le misure restrittive nei confronti degli indagati. Per sindaco ed ex vice è stato disposto il divieto di dimora a Celano. Tra giovedì prossimo e il 25 marzo il Riesame si occuperà delle posizioni di altri indagati. Alcuni hanno fatto Appello (udienza martedì 23).
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