Pietransieri, degrado sulla storia

L’Anpi: «Abbandonati i luoghi dell’eccidio». Il sindaco: «Non è vero»
ROCCARASO. Sono a rischio crollo, a Roccaraso, i luoghi dell’eccidio di Pietransieri. A denunciare il grave stato di abbandono dei Limmari è l’Associazione nazionale partigiani italiani di Pescara (Anpi), che lancia un appello al sindaco di Roccaraso, al presidente della Provincia dell’Aquila e ai vertici della Regione perché mettano fine al più presto «al degrado di uno dei luoghi storici della Resistenza al nazifascismo in Abruzzo». Per i rappresentanti dell’Anpi “Ettore Troilo” il martirio dei 128 abitanti di Pietransieri per opera dei tedeschi, avvenuto il 21 novembre 1943, rischia di essere «definitivamente cancellato dalla geografia fisica della Regione, se non dalla memoria, proprio a causa dello stato di abbandono e di rovina dei casolari teatro dell’eccidio; non trova nessuna giustificazione, se non una colpevole incuria, una distratta superficialità e una nutrita dose di ignoranza storica». «Il rispetto per il luoghi della memoria, specie per una tragedia come quella dei Limmari, una delle più gravi stragi nazifasciste in Italia», riprende l’Anpi di Pescara, «dovrebbe appartenere al dna di ogni abruzzese e invece ai Limmari ci sono solo rovi, sassi, crolli, sentieri, siepi, grovigli di ogni genere, oltre alla mancanza di una più elementare segnaletica. Luoghi che dovrebbero invece essere sacri. Non si deve dimenticare, rimuovere una memoria del genere è criminale: la classe politica abruzzese si deve fare carico del recupero dei casolari luoghi dell’eccidio». Alla protesta dell’Anpi si associa l’ex consigliere regionale Maurizio Acerbo, che ricorda come nel 2010 fu votata in consiglio regionale l'Istituzione del Parco regionale della pace nella frazione di Pietransieri. «Debbo constatare che a quella sacrosanta iniziativa», commenta Acerbo, «non è seguita alcuna azione concreta da parte della precedente e dell’attuale giunta». Immediata la risposta del sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato: «I luoghi della memoria non sono assolutamente abbandonati dal momento che, fatta eccezione forse per l’erba alta, tutto è rimasto volutamente così come oggi appare in ricordo dell’eccidio».
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