Pietrucci: calcio e rugby non vengano abbandonati

Il consigliere regionale Pd lancia un appello al mondo degli imprenditori «Grazie allo sport agonistico i giovani vivono momenti di socializzazione»
L’AQUILA. «La città investa sullo sport. Sul calcio e sul rugby, che hanno una gloriosa storia alle spalle. La centralità del capoluogo passa anche attraverso una forte e convinta scommessa in questo settore».
È un appello al mondo imprenditoriale aquilano, quello rivolto dal consigliere regionale Pd, Pierpaolo Pietrucci. A parlare non è tanto il politico, quanto lo sportivo, che per anni ha coltivato la passione per L’Aquila rugby militando tra le file dei neroverdi. «Quando perdi, non perdere la lezione», dice Pietrucci ricordando una frase del Dalai Lama, «che ben si adatta alla situazione della nostra città per quanto riguarda il settore sportivo. Lo sport, con la sua potenza e metafora di vita, può essere letto come un riflesso delle battaglie e delle sfide che abbiamo dovuto affrontare in questi anni. La caduta, le umiliazioni, l’orgoglio, le risalite. L’Aquila deve continuare a imparare molto dallo sport».
Un appello non casuale, che cade a ridosso della retrocessione dell’Aquila rugby e della lotta per la salvezza dell’Aquila calcio. «Lo sport è elemento di coesione sociale: grazie all’attività agonistica e non, i giovani possono vivere momenti di condivisione e socializzazione», dice Pietrucci, «penso a esperienze meritevoli come quella dell’Aquila boxe o del Paganica rugby. Attraverso l’attività sportiva si combatte la marginalità e si favorisce l’integrazione. Lo sport è amore per la propria città, è affermazione di identità, nei successi e negli insuccessi. Nel confronto con i compagni e con gli avversari si apprendono il rispetto, l’unione; si comprende il valore della sfida».
Pietrucci si rifà al valore identitario ed educativo delle attività sportive «in una città che, dopo il sisma, ha perso tutti i luoghi di aggregazione e si è trovata a fare i conti con una crisi sociale senza precedenti», per lanciare un appello agli imprenditori. «I nostri ragazzi», dice, «non hanno conosciuto L’Aquila prima del terremoto. A loro abbiamo il dovere di dare le stesse possibilità di svago e di incontro, gli stessi valori e le medesime opportunità che abbiamo avuto noi. Lo sport deve trovare un ruolo di primo piano accanto alla cultura, alla ricerca e alla formazione. Facciamo in modo che dalle sconfitte vengano fuori azioni concrete di rinascita», incalza Pietrucci, «la politica ha fatto e deve continuare a fare la sua parte per sostenere le attività sportive: gli investimenti e le scommesse sulla montagna, l’impiantistica, le piste ciclabili. Ma questa spinta va alimentata dal mondo imprenditoriale chiamato a investire nello sport, sul calcio, sul rugby come elementi di crescita e socializzazione».
Monica Pelliccione
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