Pietrucci: studenti senza posti letto

26 Settembre 2023

Per il consigliere regionale sono troppe le ombre sul futuro della Campomizzi

L’AQUILA. «Il sopralluogo effettuato alla Campomizzi pone legittimi interrogativi che non possono essere ignorati o minimizzati per tante, importantissime ragioni». Esordisce così il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, secondo cui «la Campomizzi – che dopo il terremoto con i suoi 360 posti letto e la mensa era diventata un luogo di aggregazione, di comunità, di crescita – è stata sottratta agli universitari fuori sede senza aver creato un’alternativa altrettanto funzionale sul piano residenziale, didattico, dei servizi e dei collegamenti con la città. La soluzione ipotizzata», spiega Pietrucci, «è una palazzina dell’Ater a Cansatessa con 80/100 posti che qualcuno ha vergognosamente chiamato “studentato” o addirittura “cittadella universitaria”. Nel frattempo la Campomizzi è stata restituita all’Agenzia del demanio per conto del ministero della Difesa».
Tra le zone d’ombra segnalate da Pietrucci anche la realizzazione di nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio per affrontare il problema dei migranti. «L’elenco delle nuove strutture», afferma l’esponente del Pd, «verrà stilato nell’arco di due mesi dall’Agenzia del demanio, anche sulla base di una ricognizione delle strutture idonee da parte del ministero della Difesa e poi inizieranno i lavori con i 42,5 milioni di euro in tre anni già stanziati dal ministero degli Interni. Molti presidenti di regione – anche di centrodestra – hanno espresso critiche e dubbi su questa scelta che trasformerà in carcerati i migranti che fuggono da guerre o carestie. Ma poiché invece Marsilio si è dichiarato favorevole, il sindaco Pierluigi Biondi è costretto ad arrampicarsi sugli specchi tentando di smentire. Pare che la Campomizzi possa ospitare presenze che vengono dalla Germania: non è chiaro di chi si tratti, né di quante persone, né per quanto tempo. Se a questo aggiungiamo la gestione opaca dell’Adsu non solo per l’inefficienza verso gli universitari, ma anche per il funzionamento interno dei suoi organi (si sente parlare di cda convocati in assenza del direttore e senza attendere il reintegro del membro espresso dell’opposizione), è legittimo esprimere forti preoccupazioni. Mi chiedo, anche ci chiediamo che cosa succede all’Adsu, che fine farà la Campomizzi e se gli studenti», conclude Pietrucci, «avranno un giorno i servizi dignitosi che una città universitaria dovrebbe saper offrire».
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