Pile, il parroco lancia la raccolta fondi per la chiesa

11 Settembre 2014

L’AQUILA. A cinque anni e mezzo dal terremoto la chiesa è ancora in una tenda, i bambini fanno catechismo nei container, gli spazi di ritrovo sono pressoché inesistenti. C’è soltanto il piccolo parco...

L’AQUILA. A cinque anni e mezzo dal terremoto la chiesa è ancora in una tenda, i bambini fanno catechismo nei container, gli spazi di ritrovo sono pressoché inesistenti. C’è soltanto il piccolo parco giochi dove si affollano famiglie, nonni e nipoti. Per questo il parroco di San Giovanni Battista a Pile, don Ramon Mangili, ha scelto di nuovo la forma dell’appello-fiume su Facebook per lanciare un’iniziativa di sostegno alla sua comunità. «In tutto questo marasma che sembra non voglia dipanarsi», scrive, «ho preso la decisione di contare sulle nostre forze, con il vostro aiuto, in varie parti d’Italia lanciando la raccolta fondi “Mattone su mattone…la speranza che non muore”. È un progetto ambiziosissimo il quale ci vedrà impegnati per almeno un anno. L’intento è quello di riuscire a vendere almeno 350000 “mattoni” in questo tempo, da settembre sino al 2015 compreso. Questo consentirà di raccogliere grossomodo la somma che ci serve e servirà per mantenere la tenda-chiesa ancora per qualche anno; la somma per acquistare il terreno per poter presentare alla Cei il progetto per i nuovi spazi polifunzionali adatti a ricevere così tante famiglie e ragazzi dando loro spazi di aggregazione, quindi socialità comune; avere una somma che si avvicini al 25% del progetto come richiede la presentazione dei progetti alla Cei per la nuova edilizia di culto e così avere il benestare, che diversamente non avremmo, da parte dell’arcivescovo per la presentazione del progetto, non potendo, come Arcidiocesi, permetterci quella fondamentale percentuale onerosa. Ogni biglietto costa 5 euro, che simbolicamente rappresenta “un mattone” per i nuovi spazi di aggregazione». Il parroco conta di coinvolgere nel progetto il maggior numero possibile di persone. «Io ci credo, la Comunità sta iniziando a crederci, spero anche voi così che possiate contagiare tanti fratelli e sorelle. Qualsiasi sia l’esito di questa vicenda, vi ringrazio con tutto il cuore».