Pinacoteca a Ferrari, Casini difende la scelta

2 Dicembre 2020

Il sindaco e il mancato omaggio a Pallozzi: «Dedicheremo al maestro una speciale sezione pittorica»

SULMONA. «L’intitolazione della Galleria d’arte al grande scultore Ettore Ferrari, artista di spessore internazionale, è un valore aggiunto per la comunità sulmonese e non sminuisce assolutamente l’impegno, la passione e la dedizione che il maestro Gaetano Pallozzi ha profuso per più di cinquant’anni in favore del Premio internazionale Sulmona». Lo afferma il sindaco Annamaria Casini rispondendo così alla lettera aperta che le è stata inviata nei giorni scorsi dai familiari dell’artista scomparso nell’aprile scorso, in particolare dalla figlia Mariolina Pallozzi, in cui si chiedono i motivi che hanno portato alla decisione di intitolare la Pinacoteca comunale a uno scultore e non al padre. «La decisione di dedicare un luogo cittadino allo scultore Ettore Ferrari, legato alla Città di Sulmona per aver donato nel 1924 la statua di Ovidio, è maturata nella fase preparatoria delle celebrazioni per il bimillenario della morte del vate sulmonese, quando la Commissione per la Toponomastica cittadina ritenne che fosse doveroso onorare la memoria di quei personaggi che, a vario titolo, avevano celebrato Ovidio, tra cui Ferrari», spiega ancora il primo cittadino. «Il 27 settembre 2018 la scelta della Commissione s’indirizzò sulla Pinacoteca di arte moderna, da ridenominare anche in Galleria di arte moderna e contemporanea Ettore Ferrari, per la presenza, al suo interno, di numerose sculture. All’epoca, il maestro Gaetano Pallozzi era vivente e non esistevano, come tutt’ora non esistono, le condizioni di legge per poter intitolare qualsiasi ricordo permanente a persona deceduta prima di dieci anni». «Al suo nome, per quanto è nelle intenzioni dell’amministrazione comunale di celebrare la sua memoria», conclude il sindaco, «a tempo debito intitoleremo la sezione pittorica della stessa Galleria d’arte, dedicando all’artista Attilio Di Rienzo la sezione scultorea». (c.l.)