Pineta delle Tre Conche, più spazio alla natura

Un progetto di municipio e Istituto agrario: «Così verranno salvaguardati gli alberi e la biodiversità»
AVEZZANO. Al via il progetto di rinaturalizzazione e incremento della biodiversità della pineta delle Tre Conche nella zona nord della città grazie alla collaborazione tra il Comune di Avezzano, l’Istituto per l’agricoltura e l’ambiente “Serpieri” e il Centro giuridico del cittadino. Si partirà con il rilievo della rete di sentieri pedonali e delle strutture e attrezzature sportive presenti; l’individuazione e delimitazione delle aree campione oggetto di studio; l’analisi fisico-chimica del suolo e determinazione del contenuto della sostanza organica e umificata nel laboratorio di chimica dell’Istituto e l’individuazione e catalogazione delle specie vegetali e analisi evolutiva della vegetazione. Successivamente si procederà con la stima del numero di individui arborei presenti e della biomassa forestale; la stima dell’incremento medio annuo dei popolamenti forestali e analisi dendroauxometriche (metodo di determinazione del volume di legname ricavabile da un bosco) nel laboratorio di gestione delle risorse forestali e montane al fine di determinare la capacità di assorbimento di carbonio e procedere con il monitoraggio della vegetazione per tre anni consecutivi. In particolare verranno individuate sei aree indagine tra i mille e i 3mila metri quadrati, tre da lasciare all’evoluzione naturale e altre tre da sottoporre a interventi di rinaturalizzazione mirata. La gestione della pineta “Tre Conche”, per il futuro, cambierà completamente: lo sfalcio dell’erba avverrà solo in determinate zone, come sentieri e aree ristoro, visto che, per salvaguardare la stessa struttura della pineta e il suo ecosistema il bosco dovrà essere lasciato allo stato selvatico. «È un progetto di altissimo livello sia scientifico che programmatorio», commenta l’assessore al Verde, Roberto Verdecchia, «nell’ottica di parco urbano connesso con le altre grandi aree verdi della città e di quella di Parco periurbano legato alla Riserva del Salviano». Oltre cento anni fa la pineta fu realizzata dai soldati austro-ungarici ristretti nel campo di prigionia. «L’intervento permetterà lo sviluppo delle specie che normalmente vivono nel sottobosco, ma che non riescono a crescere a causa del taglio dell’erba», aggiunge l’assessore alle Politiche scolastiche, Patrizia Gallese, «e consentirà di capire quali sono gli alberi che hanno patologie e quelli che, invece, sono sani e debbono restare impiantati e protetti. L’intervento andrà avanti almeno per tre anni con i primi risultati tangibili già nella prossima primavera». Presenti all’incontro anche il dirigente scolastico Francesco Di Girolamo, la vicepreside Marina Desiderio, il professor Ruffino Sgammotta e Augusto Di Bastiano del Centro giuridico del cittadino. (f.d.m.)

