Pioggia, neve e costi annessi: così cambia il clima

Oggi incontro col meteorologo Laurenzi, volto noto della tv Appuntamento all’Emiciclo con l’Università della terza età
L’AQUILA. L’Università della Terza età, da sempre vicina al territorio, nell’ambito della sua attività promuove una conferenza sul clima del terzo millennio. «Un clima che cambia e sul modo di rapportarsi ad esso», come spiega il meteorologo Francesco Laurenzi, volto noto di Raiuno e presidente del sodalizio che promuove l’iniziativa culturale.
Alla conferenza, in programma oggi alle 16 nella sala Benedetto Croce dell’Emiciclo, parteciperanno la dottoressa Barbara Tomassetti del Cetemps dell’Università, esperta in modelli idrologici, e il colonnello Laurenzi, direttamente da Unomattina in famiglia.
«Con un certo orgoglio», spiega Laurenzi, originario di Barete, «possiamo dire che l’Abruzzo è, tra le regioni italiane, una “eccellenza” nello studio del nuovo clima. È quella dove si studiano al meglio i fenomeni estremi e la loro prevedibilità e il modo di prevenire le catastrofi naturali. Infatti», prosegue, «non tutti sanno quanto può venire a costare un violento temporale. Anche un milione di euro di danni. È quanto ad esempio sono stati stimati i danni subiti nella scorsa estate durante un nubifragio a Lanciano, tra allagamenti, frane sulle strade, danni alle attività agricole e altro ancora. Si stima che un gennaio dal tempo brutto come quello del 2017 può costare alla collettività abruzzese anche più di un centinaio di milioni di euro».
Una “semplice” giornata con la neve e il ghiaccio ha un costo, «non solo per i mezzi impegnati a rendere percorribili le strade, ma anche in termini di fermo delle attività pubbliche, artigianali, industriali e agricole. Questo è quanto dobbiamo pagare all’estremizzazione dei fenomeni atmosferici che i cambiamenti climatici stanno producendo a scala locale. Non è sufficiente convivere e saperci difendere dai fenomeni estremi, ma dobbiamo prevenirli con tecniche efficienti e saper prevederli con maggiore precisione e tempestività».
Tracciando un primo bilancio dell’inverno, il colonnello Laurenzi evidenzia che «dagli anni Sessanta, forse, non si registravano precipitazioni così frequenti, tra pioggia e neve. Tra l’altro, è mutato il ciclo del disgelo: la neve al suolo resta molto meno tempo che in passato, come abbiamo riscontrato a gennaio. Sul fronte ricerca, la Regione è molto attiva in programmi, come Life, il progetto dell’Unione europea che tra l’altro sviluppa sensibilizzazione e progetti di salvaguardia dell’ambiente e della natura attraverso lo stimolo politiche ambientale) a cui fa riferimento il gruppo di lavoro Calre (Conferenza assemblee legislative regionali europee) “Calamità naturali” presieduto proprio dal presidente del consiglio regionale. Il Cetemps, altro esempio di eccellenza abruzzese e aquilano in particolare, ha sede nella Facoltà di Fisica dell’Università. Studia con successo modelli di previsione degli eventi estremi. Il Cetemps è centro di competenza di protezione civile per Regione Abruzzo e Dipartimento della Protezione Civile nazionale».
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