Piomba nella buca, stangata sul Comune

3 Aprile 2019

Ferita gravemente una donna caduta sul marciapiede: Ente condannato a pagare un risarcimento di 140mila euro

CAPISTRELLO. Cade in una buca e ottiene un risarcimento di 140mila euro per i traumi e le lesioni riportate. Somma che dovrà essere sborsata dal Comune di Capistrello a una donna non residente del centro della Valle Roveto. A stabilirlo una sentenza del tribunale di Avezzano, a firma del giudice Giulia Sorrentino. I fatti risalgono a settembre 2013, quando la donna che camminava sul marciapiede di una via periferica di Capistrello, nel mettere il piede su quello che credeva un piccolo manto erboso, è sprofondata in una buca ricoperta di fogliame, cadendo rovinosamente a terra e riportando diverse lesioni. Fu trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, dove gli venne diagnosticata una «frattura lussazione testa omerale destra», da cui sarebbero derivati postumi permanenti. Si è così rivolta agli avvocati Renzo Lancia e Salvatore Braghini che hanno citato in giudizio il Comune di Capistrello sostenendo che l’incidente era da ricondursi alla responsabilità dell’Ente in quanto custode del marciapiede, chiedendo il risarcimento del danno non patrimoniale. Il Comune, tramite il suo legale, ha presentato una serie articolata di eccezioni soprattutto in ragione della prevedibilità dell’infortunio, trattandosi – a giudizio della difesa – di una buca “evitabile”, invocando la condotta colposa della malcapitata. La buca si era formata dall’espianto di un albero da parte di terzi. Non così per il giudice Sorrentino, secondo cui «non può negarsi che la buca presentasse caratteristiche tali da costituire un pericolo per i pedoni, sia in relazione alla sua profondità e alla sua estensione, sia in considerazione della sua non perfetta visibilità, essendo ricoperta da erba e fogliame, come riferito dai testimoni». Nel processo sono state utilizzate anche le immagini di Google Maps, che hanno consentito di acquisire in giudizio lo stato della buca al tempo dell’infortunio. Il consulente tecnico Mauro Arcangeli ha invece riscontrato i postumi permanenti che hanno determinato una consistente invalidità permanente della donna, ritenendo perfettamente compatibile la dinamica dell’incidente con le lesioni riscontrate.
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