Piovani esalta la primavera dell’Aquila

8 Aprile 2019

Il premio Oscar dirige l’Orchestra Sinfonica che fa il pieno di applausi alla prima assoluta della “Sinfonia delle stagioni”

L’AQUILA. L’emozione corre sul filo delle note. Riempie le navate della basilica di Collemaggio, avvolge il pubblico. La “Sinfonia delle stagioni”, dono alla città del maestro Nicola Piovani, tra i più famosi compositori italiani e premio Oscar per la colonna sonora del film “La vita è bella”, resterà nella storia come “il concerto della rinascita”. L’abbraccio tra l’attore Roberto Herlitzka e Piovani, a fine concerto, dopo dieci minuti di applausi ininterrotti, suggella una serata memorabile. Come le parole del celebre compositore che si lascia andare all’emozione: «Ringrazio chi mi ha dato l’occasione per dare al nostro lavoro un senso in più», afferma commosso. «Noi siamo musicisti: questo possiamo fare. Non possiamo ricostruire case, ponti, strade. Ho visto rinascere, rifiorire questa città. Allora, ho deciso di scrivere la classica figura delle stagioni partendo dall’estate, per finire con la primavera. Un messaggio di speranza. So che ricostruire non è facile: chi governa deve affrontare la complessità della politica per fare in modo che le parole diventino fatti». Sul palco, per eseguire l’opera commissionata dalla società dei concerti Barattelli e realizzata in collaborazione con l’Istituzione sinfonica abruzzese e il Comune dell’Aquila, il soprano Maria Rita Combattelli, il mezzosoprano Aloisa Aisemberg, il tenore Salvo Randazzo e il baritono Luciano Di Pasquale. Quando il Coro di voci bianche dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia entra in scena, sul finale, la Sinfonia delle stagioni, in un tripudio di emozioni e rappresentazioni sonore che tinteggiano i mutamenti del tempo che corre, raggiunge il momento più alto. Il testo, con pagine e versi di grandi autori italiani, racconta l’alternarsi delle stagioni in un’altalena di sentimenti, fino alla primavera, a quella “luce d’aprile, quando tira una brezza di leggerezza”. È la speranza che riaffiora. Come i tiepidi raggi del sole a baciare la terra. In prima fila, Gianni Letta, parla «del segno migliore che messe da parte le ferite testimonia come L’Aquila può tornare a volare nel segno della cultura e della rinascita». Al suo fianco il pianista Nazzareno Carusi, artefice della “pace” tra Isa e Barattelli. Il concerto (diretta televisiva su Rai 5), è stato aperto dal sindaco, Pierluigi Biondi: «Pur nelle mille difficoltà, L’Aquila ha dimostrato di essere viva, di non essersi arresa. Ed è bello che lo faccia ripartendo dall’arte e dalla cultura. Dostoevskij diceva che il bello salverà il mondo. L’Aquila si salverà ricominciando dalle cose belle. All’Aquila auguro una buona vita». Tra gli ospiti, nti il presidente della Regione Marco Marsilio, il senatore Gaetano Quagliariello, la deputata Stefania Pezzopane, il rettore del Gssi, Eugenio Coccia, il presidente della Barattelli, Giorgio Battistelli e il presidente dell’Isa Antonio Centi.