Piscina chiusa, entro 10 giorni il progetto

L’assessore Piccinini: «Pronto quello esecutivo, poi partirà il bando». Per il consigliere Pd Albano «è un’emergenza»
L’AQUILA. «È una vera e propria emergenza. Chiediamo, come già facemmo nel caso delle attività commerciali del centro storico, la convocazione di un tavolo operativo (preceduto da un esame da parte della Commissione consiliare) che faccia fronte agli effetti determinati dalla chiusura dell’impianto di Santa Barbara per lo sport cittadino, e in particolare per il nuoto. Non bastano le vaghe rassicurazioni sulla riapertura fornite dall’assessore Alessandro Piccinini, né gli auspici di accordi e dialogo. Piccinini deve agire, coordinare, imporre se necessario».
Il segretario comunale del Pd, Stefano Albano, rimette al centro dell’attenzione il problema dell’impianto sportivo di Santa Barbara, chiuso dallo scorso ottobre, dopo lo sversamento di cloro e l’intervento di Asl e vigili del fuioco. Una situazione alla quale si è aggiunta la scadenza della convenzione del Comune con la cooperativa Verdeaqua, che gestisce l’impianto da circa 30 anni.
La chiusura della piscina e delle altre strutture, oltre a mettere in difficoltà una quarantina di lavoratori, tra dipendenti e indotto, ha lasciato la città senza un impianto sportivo che aveva una frequenza giornaliera di circa 700 persone.
Con due squadre di pallanuoto e tutta l’attività – non soltanto agonistica – la sola piscina comunale di viale Ovidio non è assolutamente sufficiente a soddisfare le esigenze della città. Oltre alla comunale di viale Ovidio, c’è solo la piscina dell’hotel Canadian, ma è una struttura privata. «Invitiamo Piccinini a uno scatto di dignità: cominci a lavorare, prenda di petto i problemi oppure getti la spugna. La chiusura dell’impianto di Santa Barbara ha creato numerosi disagi, ad esempio alle famiglie dei giovani nuotatori, costretti con i figli a un vero e proprio pellegrinaggio, negli impianti di altri Comuni, in orari che semplicemente non sono compatibili con l’attività scolastica, oppure disagi nella gestione degli spazi e delle corsie dell'altra struttura cittadina adeguata all'attività: la piscina comunale. Piccinini deve chiamare a raccolta tutti gli operatori. Abbiamo già segnali di abbandono dell’attività, società e utenti potrebbero presto, in numeri consistenti, lasciare il nostro territorio per andare altrove a fare nuoto: si parla di un danno gravissimo».
Pronta la replica dell’assessore comunale allo Sport, Alessandro Piccinini: «Siamo in perfetta sintonia con gestori, ex gestori, società e liberi nuotatori», afferma.
«Il Comune ha dato priorità assoluta all’impianto di Santa Barbara e l’ingegnere Antonello Bottone sta redigendo il progetto definitivo per la ristrutturazione e gli interventi richiesti da vigili del fuoco e Asl. Il progetto sarà quello definitivo e esecutivo», sottolinea l’assessore allo Sport, «e verrà consegnato entro 10 giorni al massimo. Il bando è stato scritto e appena ci sarà il progetto esecutivo, aggiudicheremo l’appalto. La strategia dell’amministrazione comunale è di far eseguire i lavori a chi gestirà l’impianto. Lo abbiamo detto già altre volte e in varie sedi, anche nella stessa Commissione, invocata ora dal consigliere Albano. Questa è la strada individuata da tempo dal Comune e illustrata sia agli ex gestori – quindi anche ai lavoratori –, sia ai sindacati, che alle stesse società. L’unico problema, e ne siamo tutti consapevoli, è che occorrono tempi tecnici. E noi li stiamo rispettando, nell’interesse dei cittadini e di chi dovrà gestire l’impianto e di chi dovrà usufruirne», conclude l’assessore allo Sport.
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