Pista ciclabile rimossa: è scontro

7 Aprile 2024

L’ira del Comitato di mobilità sostenibile: «Incredibile atto di regressione» 

AVEZZANO. Resta alta l’attenzione sulla rimozione della pista ciclabile in alcune tra le più trafficate vie del centro di Avezzano. Controversia che continua a dividere l’opinione pubblica, alimentando pareri discordanti e contese politiche al limite dello scontro. E se l’amministrazione Di Pangrazio ha dichiarato un impegno di mandato finalizzato ad una rivoluzione del concetto di mobilità nelle aree centrali della città, appare evidente come la presenza della pista fosse d’intralcio alla visione di rinnovamento perseguita dalla maggioranza. Il botta e risposta al veleno tra l’ex sindaco Gabriele De Angelis ed il consigliere Gianluca Presutti, ha nuovamente acceso la discussione politica. A scendere in campo anche il Comitato di mobilità sostenibile marsicana. «Ci piacerebbe esprimere le nostre opinioni attorno ad un tavolo, come abbiamo sempre fatto», spiega il presidente Giuseppe Tempesta. «Confrontarci, discutere, anche animatamente. Eppure nessuno ha mai esaudito le nostre richieste di incontro. Nonostante il sindaco sia stato delegato ad amministrare dagli stessi cittadini che chiedono di avere voce in capitolo, sta procedendo da solo, di sua personale iniziativa, senza consultarsi con nessuno. Questo ci rammarica. Durante il suo primo mandato», prosegue, «abbiamo più volte avuto un confronto. Con lo stesso De Angelis siamo anche stati in conflitto, ma c’è stato un dialogo e ha messo a disposizione della città un servizio di importanza strategica, che guarda al futuro. La rimozione della pista è un incredibile atto di regressione». Di certo, negli anni, è mancato un indirizzo comune nell’ambito di un rinnovato approccio all’utilizzo della bici quale mezzo alternativo rispetto all’auto, facendo, di fatto, venire meno gli opportuni incentivi che stimolassero un cambiamento di mentalità. Al tempo stesso sono emerse le rimostranze di coloro che hanno visto nell’installazione dei cordoli un progetto che richiedesse adeguamenti rispetto al tessuto urbano locale.
«Se parliamo di un’opera difettosa, allora miglioriamola. Non ha senso rimuovere un’infrastruttura di cui tanti cittadini riconoscono l’importanza e che rappresenta il futuro della mobilità. La gestione di questa città continua ad allontanare le persone. La cosa peggiore è che continuiamo a sostenere un’idea di centro in cui a fare da padrone sono le auto che girano in piazza Risorgimento». (a.p.)