Piste da sci, stagione nera Si punta a un fondo rischi

6 Gennaio 2023

Turismo in crisi. Non si fermano gli appelli di sindaci e operatori turistici invernali E il consigliere Faccia chiede alla Regione degli indennizzi per l’intero comparto

L’AQUILA. In attesa dell’incontro tra l’assessore regionale al Turismo Daniele D’Amario e il ministro Daniela Santanché, in programma la prossima settimana, continuano gli appelli alle istituzioni e alla politica per tutelare le stazioni sciistiche abruzzesi e gli imprenditori e gli operatori turistici che lavorano nell’indotto, che stanno scontando una situazione drammatica a causa della mancanza di neve sull’Appennino. Dopo il documento firmato dai sindaci dei comuni di Lucoli, (primo firmatario per l’appunto Valter Chiappini) Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Ovindoli, Tornimparte e Ocre, scende in campo il consigliere comunale dell’Aquila, con delega alle Politiche della montagna, Luigi Faccia, che è anche direttore della Scuola sci Assergi Gran Sasso: «Siamo sul precipizio e condivido in pieno l’appello dei sindaci», dice Faccia, «ma estenderei il grido di dolore e di allarme sull’intera regione pur avendo, la provincia dell’Aquila, sul proprio territorio, il 90% delle strutture turistico sportive. Dopo quasi due anni di pandemia», sottolinea Faccia, «inframezzati da una stagione che ha colmato in parte le precedenti, subiamo un ulteriore stop nella stagione del possibile rilancio e dopo aver sostenuto ulteriori investimenti». Secondo Faccia, «in un comparto che è condizionato molto dai capricci del tempo, bisogna prevedere un fondo “rischi” nel bilancio regionale, in modo da poter intervenire in tempo reale e non a “babbo morto”. Si deve intervenire immediatamente, perché i comprensori turistici sportivi montani sono l’ultimo baluardo contro lo spopolamento irreversibile delle aree interne. Le numerosissime attività commerciali (quasi tutte a conduzione familiare), le scuole sci (strutture di pubblica utilità), i maestri di sci, i gestori degli impianti e l’indotto tutto, devono essere sostenute immediatamente, sia finanziariamente che nell’organizzazione del proprio territorio», conclude Faccia, «in modo da renderlo sostenibile dal punto di vista economico». Governo e Regione dovrebbero studiare un pacchetto di aiuti destinato alle attività dell’Appennino, che guardi in prospettiva e che permetta, tra l’altro, di dotare le stazioni sciistiche di cannoni spara neve di nuova generazione, in grado di innevare le piste anche sopra lo zero termico. I sindaci dei comuni montani del comprensorio delle stazioni sciistiche di Campo Felice e Ovindoli Monte Magnola hanno chiesto nel frattempo di «intervenire subito con indennizzi, ristori o contributi straordinari per attenuare il peso di questa crisi, altrimenti davvero insostenibile».
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