Pizzoli, lacrime per Daniele Addio tra i colori del cuore

31 Agosto 2023

Commossa cerimonia per il giovane calciatore deceduto tre anni dopo l’incidente Il sacerdote cita il beato Carlo Acutis. Lo striscione degli amici: «Penseremo a te»

PIZZOLI. Sulla bara la sciarpa rossoblù del Pizzoli e quella rossonera del Milan, le squadre del cuore. E, fuori dalla chiesa, tra i fiori, un grande manifesto con su scritto: «Ogni qual volta che rideremo o piangeremo, penseremo a te Dany». La comunità di Pizzoli ha dato l’ultimo saluto a Daniele Cammarota, il 23enne scomparso l’altro ieri dopo aver perso una battaglia durata tre anni.
Daniele Cammarota era rimasto infatti ferito una notte di tre anni fa quando, dopo aver riaccompagnato a casa la sua fidanzata, con l’auto era andato a sbattere contro una pianta nei pressi di San Vittorino. Un impatto violentissimo che lo aveva mandato in coma. Per tre anni i familiari, gli amici del calcio e l’intera comunità di Pizzoli, hanno sperato nel miracolo.
«Abbiamo pregato tanto», ha raccontato don Claudio Tracanna nel corso della sua omelia nella chiesa di San Lorenzo a Valle, «ci avevamo sperato, creduto, ma alla fine quello che nessuno voleva è accaduto».
Dopo l’incidente gli amici avevano preparato una maglietta con su scritto “Daje Danì”, scrivendo sui social “Forza Camma”, come lo chiamavano. Ma Camma non ce l’ha fatta, lasciando costernata la famiglia. Proprio alla famiglia si è rivolto don Claudio Tracanna a fine omelia, quando li ha ringraziati «per la testimonianza, l’esempio di forza, energia e dignità con cui avete vissuto questi anni durissimi. Pensavo a te», ha aggiunto rivolgendosi al ragazzo scomparso, «mentre combattevi la tua battaglia, e mi piaceva pensare che fossi andato in trasferta con la tua squadra».
Pochi giorni prima dell’incidente Daniele aveva terminato il campionato di Promozione giocato col Pizzoli calcio. Il suo ruolo era quello di centrocampista. Proprio la squadra del Pizzoli è stata la prima ad annunciare la scomparsa di Daniele, «un ragazzo fantastico con cui abbiamo avuto la fortuna di condividere la passione per il calcio». La famiglia di Daniele è originaria della Campania, di Aversa, ma da tanti anni vive a Pizzoli. «Il futuro lo conosce solo Dio», ha detto don Claudio, citando Carlo Acutis, il beato 15enne morto di leucemia fulminate e che parlando di se stesso diceva che sentiva avvicinarsi la sua morte. «Solo Dio, solo lui conosce le risposte ai nostri perché», ha proseguito don Claudio, «solo lui sa perché noi siamo qui a piangere Daniele invece di gioire per il suo risveglio. Ci sono momenti in cui intorno si vede solo disperazione», ha continuato don Claudio, «l’incidente ha vinto sulla vita, ma non per sempre. La morte non vince, l’amore è più forte». Tra i tanti messaggi di solidarietà arrivati alla famiglia, quello del sindaco di Pizzoli Giovannino Anastasio, presente ieri alle esequie, del Comune di Pizzoli a nome di tutta la cittadinanza, dell’associazione di promozione sociale “Ju parchetto con noi”, e di numerose formazioni calcistiche del circondario.
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