Più 489 imprese manifatturiere in tre anni

2 Gennaio 2022

Rapporto Cresa: metallurgia al primo posto. Ma la provincia dell’Aquila ha il minor numero di aziende

L’AQUILA. Sono 2.433 in Abruzzo le aziende dell’industria manifatturiera con almeno 6 addetti, 489 in più rispetto a tre anni fa. È quanto emerge dal report del centro studi dell’Agenzia per lo sviluppo, azienda speciale della Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia, che ha pubblicato la 25ª edizione dell’annuario delle industrie abruzzesi. L’annuario raggruppa le aziende in 16 settori dell’industria manifatturiera. Per ogni azienda vengono fornite, oltre a denominazione o ragione sociale, anche l’indirizzo della sede amministrativa e delle unità locali operative in Abruzzo, numero di telefono, fax, pec e pagina web, anno di fondazione, capitale sociale, partita iva, classe di addetti e di fatturato annuo, principali prodotti realizzati e principali paesi di esportazione. Le aziende inserite in questa edizione rappresentano il 18% circa delle 13.410 imprese manifatturiere regionali registrate che comprendono anche quelle assai più numerose con meno di 6 addetti. La quasi totalità delle imprese in elenco (circa 92%) è stata fondata dopo il 1980 e, in particolare, quasi il 60% nel nuovo millennio (25,9% nel periodo 2000-2010 e 32,8% nel periodo 2011-2021). In relazione alla distribuzione territoriale si osserva che il 37,5% delle imprese inserite nell’annuario è localizzato nella provincia di Teramo, il 31,2% a Chieti, il 19,3% a Pescara e l’11,9% a L’Aquila. Dal punto di vista della distribuzione per settore di attività economica è rilevante il peso della metallurgia e prodotti in metallo (22,2%) seguita dall’alimentare (19,8%), dall’abbigliamento (10,6%), dal legno e mobili (6,9%) e dai macchinari e apparecchiature non classificate altrove (6,8%). Marginale è il peso degli altri settori: superano il 4% solo materiali da costruzione, carta cartotecnica e poligrafiche, gomma e plastica. Si osserva che il 20,9% delle aziende ha un fatturato fino a 1,5 milioni di euro, l’11,3% da 1,5 a 3 milioni, il 7,5% da 3 a 6 milioni, il 5,1% da 6 a 13 milioni, meno del 3% superiore. Riguardo alla proiezione sui mercati internazionali emerge che 356 imprese, che corrispondono al 14,6% delle aziende inserite nell’annuario, hanno dichiarato di svolgere attività di export. La provincia con la maggiore percentuale di aziende esportatrici è Chieti (17,9%) seguita a breve distanza Teramo (14,8%), le sole che superano il valore medio regionale. L’Aquila (13,4%) e Pescara (9,8%) si pongono al di sotto della media regionale.