«Più controlli sui posti di lavoro»

Operaio di Celano morto, la Cisl solleva il caso. La Procura decide sugli esami
CELANO. «Meno attenzione al rispetto delle norme sulla sicurezza e condizioni fisiche del lavoratore oramai dettate dall’età». Il segretario della Cisl per la provincia dell’Aquila interviene sulla morte di Antonio Cicchetti, l’ultima vittima abruzzese sul lavoro. L’operaio 59enne di Celano è rimasto schiacciato dentro la cabina di un’autogru che si è ribaltata in un fossato lungo la Provinciale 17 tra Ortona dei Marsi e la frazione di Aschi Alto.
Cicchetti lavorava da 35 anni per la Limaco srl di Aielli, azienda di costruzioni impegnata nei lavori a un depuratore per conto del Consorzio acquedottistico marsicano. «È incredibile constatare che nella fase di ricostruzione del post terremoto dell’Aquila abbiamo avuto meno incidenti sul lavoro e in particolare nell’edilizia», spiega Paolo Sangermano, «e questo ci induce a pensare che quando ci sono i controlli da parte degli organi deputati gli infortuni si possono evitare. Probabilmente dopo il lockdown, nello sforzo di recuperare il tempo perduto, c’è meno attenzione sulla sicurezza, a vari livelli, e sul rispetto delle norme con conseguenze purtroppo infauste. Nel caso di Cicchetti è bene sottolineare che stiamo parlando di una persona di quasi 60 anni che operava nell’edilizia e su mezzi pesanti. A tal punto mi chiedo se il medico del lavoro ne abbia valutato le condizione fisiche. Siamo chiamati a rimanere sul posto di lavoro fino a 67 anni», conclude Sangermano, «ma non sempre le condizioni di salute lo consentono soprattutto per determinate attività».
Oggi la Procura di Avezzanodecide su eventuali, nuovi accertamenti. (f.d.m.)

