«Più studenti stranieri per rilanciare l’Ateneo»

È una delle proposte della rettrice nelle linee di sviluppo che presenterà domani In programma anche un centro di documentazione delle catastrofi naturali
L’AQUILA. Aumentare il numero di studenti stranieri, realizzare un incubatore della creatività a palazzo Carli, nella sede storica dell'Università, in centro, e una struttura di documentazione e ricerca sulle catastrofi naturali. Sono solo alcuni dei punti fondamentali delle linee strategiche per lo sviluppo dell’Ateneo messe nero su bianco dalla rettrice, Paola Inverardi, che presenterà l'intero documento domattina. L'analisi parte dalla situazione dell'Aquila dopo il terremoto del 2009. Secondo i dati riportati nelle linee strategiche, nel 2007 erano iscritti all'Università poco più di 23.000 studenti, mentre nella 2012 si è passati a oltre 25.000. «Tuttavia la componente degli immatricolati neodiplomati si è pressoché dimezzata dopo il terremoto» spiega il documento «e, pur risalendo rapidamente negli anni successivi, non ha ancora recuperato i livelli pre-sisma». Numeri allarmanti riguardano anche il personale: «Nel periodo 2008 2012 l'Ateneo ha perso 84 docenti fra professori ordinari e associati, pari al 20% del totale, mentre il numero dei ricercatori è rimasto invariato» dice la Inverardi. «Parallelamente il personale tecnico amministrativo è diminuito di 42 unità, pari all'8% del totale. In mancanza di interventi correttivi, si potrebbe determinare una progressiva riduzione dell'offerta formativa dell'Ateneo». Interventi correttivi che vengono riassunti dalla rettrice in una serie di schede di programmazione. Quattro i punti fondamentali: la formazione, la ricerca, lo sviluppo locale e l'organizzazione dell'Ateneo. Per quanto riguarda il primo, oltre alla collaborazione con le scuole superiori viene analizzata anche l'offerta formativa, gli interventi contro l'abbandono degli studenti, l'attrazione di studenti stranieri, e i tirocini per questi ultimi, i corsi di lingua inglese, la mobilità internazionale degli studenti, i tirocini all'estero, la formazione professionale post-laurea e interventi per l'inclusione di studenti disabili.«L'obiettivo è aumentare il numero di studenti stranieri iscritti ai corsi oppure ospiti nell'ambito dei programmi di mobilità internazionale, anche al fine di offrire agli studenti italiani nuove opportunità di incontri e conoscenze» come spiega il documento. In materia di ricerca, invece, importante è il capitolo dottorati. «È necessario», è scritto, «ripensare profondamente i dottorati di ricerca, che dovranno avere una visione internazionale». C'è posto, inoltre, anche per un centro di documentazione e ricerca sulle catastrofi naturali. «Inizialmente questo centro andrebbe ospitato dall'Ateneo all'interno di strutture già disponibili, in modo da essere subito operativo» si spiega.
Michela Corridore
©RIPRODUZIONE RISERVATA

