Plesso De Nino-Morandi in totale abbandono

14 Marzo 2017

Sulmona, l’istituto a 29 mesi dal sequestro della Finanza versa nell’incuria Protesta dei residenti di via D’Andrea. Bianchi (FI): «C’è inerzia progettuale»

SULMONA. Vetri rotti, erbacce, calcinacci e sporcizia accumulati in più di due anni di chiusura.

Continua ad accusare i colpi dei 29 mesi di serrata il De Nino-Morandi. L’istituto scolastico di via D’Andrea, chiuso dall’aprile 2014 dalla Guardia di finanza sui lavori non a norma dei pilastri antisismici, resta nel più assoluto abbandono. Da qui le sollecitazioni di residenti e commercianti, che tornano a chiedere almeno la pulizia del piazzale esterno. In particolare, l’angolo della ringhiera esterna della scuola, che si trova all’incrocio con via Cornacchiola, è diventato ricettacolo di ogni genere di rifiuti. Attraversamento pedonale di passaggio con le altre scuole cittadine, sono spesso gli stessi ragazzi all’uscita a buttare ogni cosa al di là delle transenne in ferro. Così non è difficile vedere bottiglie di plastica, pacchetti e mozziconi di sigarette, cartacce e resti di merendine sul prato che costeggia la scuola, dove il muschio e le erbacce si sono ormai impossessate di quelle che erano una volta delle aiuole.

Il presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, annuncia interventi di pulizia straordinaria: «La Provincia interverrà presto sull’edificio del De Nino-Morandi per ripristinare il decoro», assicura, «come Provincia abbiamo il dovere di intervenire. Sarà mia premura far concentrare gli uffici sul De Nino-Morandi per ripetere l’intervento di manutenzione e pulizia eseguito nel 2015». La Provincia, d’accordo col Comune, in un incontro con il sindaco Annamaria Casini, sta portando avanti l’accordo con il Provveditorato alle Opere pubbliche che sarà soggetto attuatore dei lavori di adeguamento o miglioramento sismico della scuola. In pratica il Provveditorato interregionale delle Opere pubbliche Abruzzo, Lazio e Sardegna si sostituirà alla Provincia nel ruolo di soggetto attuatore dei lavori. Non si lascia tranquillizzare dalle rassicurazioni di De Crescentiis il consigliere di minoranza al comune di Sulmona, Elisabetta Bianchi: «Non è tranquillizzante la promessa del presidente di pulizia occasionale del sito del De Nino-Morandi, afferma la Bianchi, «inquieta l’inerzia progettuale dell’amministrazione provinciale sulla porzione dell’edificio non sequestrato, nonché la mancata interlocuzione con gli uffici della Procura, per ottenere il dissequestro della porzione di edificio soggetta a imposizione cautelare. Il tutto condito con la indifferenza dell’amministrazione comunale, che si accontenta della improvvisa quanto tardiva trovata della cessione della patata bollente al Provveditorato alle opere pubbliche».

Le critiche della Bianchi affondano anche nella perdita di iscritti dei due istituti scolastici (Ragioneria e Geometri), trasferiti all’Iti di Pratola assieme ai 400 studenti. «Questa scelta politica merita approfondimenti sulle reali motivazioni di demolizione dei corsi scolastici a Sulmona», aggiunge la Bianchi, «rivolgo pertanto un appello a tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione, sensibili a questo tema, a coalizzarsi per diffidare la Provincia e il Comune dal coltivare ulteriormente questo atteggiamento di abbandono, indiscutibilmente lesivo degli interessi della nostra città».

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