Poca acqua nel Sangro, Comune in allarme

18 Aprile 2017

Il sindaco addebita la responsabilità all’Enel Green Power e scrive al ministero dell’Ambiente

CASTEL DI SANGRO. Un intervento gestionale “maldestro” che rischia di compromettere la qualità dell’ecosistema fluviale e che sistematicamente si verifica nei giorni festivi e prefestivi, quando il fiume Sangro è quasi sempre in secca o con notevoli dislivelli di portata d’acqua nel tratto a valle della diga di Barrea. A denunciarlo è il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, che imputa all’azienda Enel Green Power, titolare della gestione della diga, la responsabilità dell’eccessivo mutamento della portata dell’acqua riversata nel fiume attraverso la gestione della diga del lago di Barrea. «Dopo ripetute ma finora inascoltate segnalazioni ai responsabili della società», commenta il sindaco Caruso, «ho scritto una lettera di protesta al ministero dell’Ambiente, alla prefettura e alla procura della Repubblica dal momento che l’amministrazione comunale ritiene particolarmente preoccupante la situazione del fiume Sangro per le conseguenze che derivano dalla scorretta prosecuzione della gestione del flusso delle acque dall’impianto Enel. La drastica riduzione della portata di acqua determina la perdita di quasi tutto il novellame di trote fario reimmesse nel fiume, in quanto facile preda di rapaci e aironi, con effetti irrimediabili sulla fauna presente che costituisce un indispensabile fattore per lo sviluppo della popolazione ittica e degli equilibri di tutto l’ecosistema fluviale». A chiedere l’intervento del Comune è stata anche l’Associazione pescatori di Castel di Sangro, allarmata dalla situazione in cui versa il fiume.

«La scarsissima portata del fiume», spiega il presidente Gianfranco Troilo, «sta mettendo a rischio la riproduzione naturale della fauna ittica presente nel Sangro».

Amministratori e pescatori altosangrini chiedono alla società Enel Green Power di correre con urgenza ai ripari.

«La legge consente al Comune la cura e la tutela del patrimonio naturale», aggiunge Caruso, «e in questo è compresa la salvaguardia degli ambienti e degli ecosistemi. Il tutto passa attraverso una adeguata azione volta ai principi della precauzione, dell’azione preventiva e della correzione in via prioritaria alla fonte dei danni causati all’ambiente».

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