«Poca attenzione per i disabili nel palco di San Bernardino»

Prosperococco (coordinamento delle associazioni) denuncia le criticità dell’allestimento in corso «Ci è stata riservata una zona di transito e rumorosa, ma anche recintata: bastava un piccolo scivolo»
L’AQUILA. «Una zona di transito e rumorosa dalla quale non si riesce a fruire dello spettacolo, anche perché recintata da una rete di protezione sia davanti che dietro». Il presidente del Coordinamento delle associazioni per disabili, Massimo Prosperococco, non ha problemi a definire «un ghetto» lo spazio destinato ai disabili in occasione dei Cantieri dell’immaginario. Un problema a suo parere tanto più inaccettabile se solo si considera che «già lo scorso anno avevo parlato coi tecnici segnalando l’esigenza di un piccolo scivolo laterale alla scalinata di San Bernardino che permettesse l’accesso ai disabili direttamente da piazza Bariscianello e quindi di godere degli spettacoli da una postazione dignitosa, come tutti e insieme a tutti. Mi fu risposto che era difficile, ma che ne avrebbero comunque tenuto conto per la prossima edizione. Invece adesso si scopre non solo il copia-incolla del progetto dell’anno scorso, ma anche la presenza di uno scivolo mastodontico per il trasporto dell’attrezzatura». Fermo restando che «quella struttura provvisoria sulle scalette di San Bernardino costa centinaia e centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici, il vero problema è che non possiamo permetterci di fare queste figure in vista del 2026. Anche le persone con disabilità accedono alla cultura e non possiamo correre il rischio che qualcuno da fuori venga qui ritrovandosi suo malgrado a dover fare i conti con una città non inclusiva e discriminante».

