Pochi iscritti, il corso di Ingegneria edile architettura si rinnova

7 Marzo 2019

Lezioni 4 giorni a settimana e riduzione del carico didattico Il docente Morganti: «Riordino necessario, lauree più rapide»

L’AQUILA. Lezioni spalmate su quattro giorni a settimana anziché su cinque, un nuovo laboratorio didattico, meno ore sui banchi. Il corso di laurea a ciclo unico (quinquennale) di Ingegneria edile-Architettura, a 21 anni dalla sua attivazione, si rinnova. Una «manutenzione straordinaria», come la definisce il presidente Renato Morganti, con un termine preso in prestito direttamente dal settore. Il pacchetto di iniziative è stato approvato lunedì scorso all’unanimità dal consiglio del corso di laurea e verrà messo in campo dal prossimo anno accademico per rendere più attrattivo l’indirizzo e fermare l’emorragia di studenti che va avanti da tempo. Il calo di iscrizioni, in linea con quello nazionale, quest’anno ha infatti visto ridursi a poco più di una decina gli aspiranti ingegneri-architetti aquilani, a fronte dei 90 posti messi a disposizione dal ministero. «Un numero che dev’essere letto in un contesto nazionale di difficoltà per il settore», specifica Morganti. «Basti pensare che a Napoli gli iscritti allo stesso corso sono stati appena 17 e che in Italia si è avuto nel giro di pochi anni un calo del 60%». In questo quadro a tinte fosche non sono pochi gli Atenei che hanno deciso di chiudere i battenti di un corso che sembra non rispondere più alle esigenze dei giovani. Non quello aquilano, che anzi rilancia con un’offerta formativa nuova e più attrattiva.
MENO ORE. La razionalizzazione del corso di studi parte dalla «revisione del rapporto ore crediti (10 ore per lezioni, 14 per esercitazioni e 15 per laboratori) con una riduzione significativa del carico didattico per gli studenti che passa da 4065 ore a 3520 ore» come spiega il presidente, «lasciando maggiore spazio allo studio individuale per una altrettanto significativa riduzione dei tempi di laurea».
CREDITI. Altra novità riguarda il riequilibrio del numero di crediti per anno di corso (circa 60). «Sono stati spostati diversi insegnamenti da un anno all’altro per rendere più omogeneo il carico didattico nel percorso formativo», continua il professore. «L’alleggerimento del quinto anno, privato di insegnamenti con laboratori progettuali impegnativi, dà modo agli studenti di preparare la prova finale nell’ambito del laboratorio di tesi di laurea; il numero di crediti di alcuni insegnamenti e del laboratorio di tesi di laurea è stato ridotto a vantaggio delle materie ingegneristiche di base (Analisi matematica I e II, Geometria e Fisica generale) e degli insegnamenti a scelta del quinto anno che caratterizzano il percorso formativo».
LABORATORI. Il consiglio del corso di studi ha anche deciso per l’istituzione di laboratori progettuali integrati che consentiranno agli studenti di affrontare un unico progetto con gli apporti delle diverse discipline coinvolte. «Inoltre, dal prossimo anno accademico, gli studenti potranno usufruire di un laboratorio didattico integrato dotato di 7 computer, stampante laser a colori, stampante 3d, scanner A0 e lavagna multimediale a supporto sia dei singoli insegnamenti che del laboratorio di tesi di laurea», conclude Morganti. «Quest’ultimo è stato riorganizzato e disciplinato da un apposito regolamento che incentiva l’internazionalizzazione, riconoscendo un punteggio supplementare per le esperienze maturate in Erasmus e introduce 3 tipologie di tesi distinte per complessità, impegno temporale e punteggio finale, in funzione delle diverse esigenze degli studenti».
PRIMO PASSO. L’obiettivo di queste riforme è appunto far crescere il numero degli studenti fin dal prossimo settembre. Se la “manutenzione” avrà i risultati attesi già dall’anno successivo si potrà passare a nuove azioni che potrebbero riservare altre sorprese.
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