Pochi medici per l’epidemia La Asl recluta specializzandi

12 Marzo 2020

Il direttore generale Testa ha emanato un avviso, le adesioni entro lunedì Il personale non impegnato nel coronavirus potrà lavorare anche da casa

L’AQUILA. Due provvedimenti emessi dalla Asl per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Il primo riguarda il reclutamento di medici, in particolare specializzando, iscritti all’ultimo e penultimo anno. Il secondo riguarda lo smart working, il cosiddetto “lavoro agile”, cioè da casa, con esclusione di chi è impegnato in prima linea con l’emergenza coronavirus e chi ha necessita della presenza quotidiana per i pazienti.
Ma andiamo per ordine
Per quanto riguarda il reclutamento dei medici, i reparti interessati dal coronavirus sono al limite e prima che si arrivi totalmente al collasso il direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Roberto Testa, d’intesa con la Regione e, in particolare, con l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, ha emanato un avviso bando riservato a reclutare specializzandi, iscritti all’ultimo e penultimo anno di corso delle specializzazioni in anestesia e rianimazione, medicina interna; malattie infettive, malattie dell’apparato respiratorio, radiodiagnostica.
«Un avviso per acquisire la disponibilità al conferimento di incarichi di lavoro autonomo e/o di collaborazione coordinata e continuativa (Co.co.co), da parte di medici specializzandi», fa sapere la Asl. «I contratti avranno la durata di sei mesi, prorogabili, con decorrenza immediata. Le istanze di disponibilità devono essere presentate nel più breve tempo possibile e, comunque entro il 16 marzo, alla Uoc Personale – L’Aquila a mezzo Pec all’indirizzo: protocollogenerale@pec.asl1abruzzo.it. Per ogni necessità o chiarimento è possibile contattare i seguenti numeri telefonici: 0862.368.369-385». «La direzione intende acquisire ulteriori professionalità per affrontare le esigenze straordinarie e urgenti connesse all’epidemia e garantire i livelli essenziali di assistenza, andando a supportare gli operatori sanitari che già da numerosi giorni lavorano con abnegazione e spirito di sacrificio. In particolare la direzione, in questo momento di grave emergenza, plaude al senso di responsabilità e alla spiccata dedizione dimostrata dai numerosi professionisti aziendali alacremente impegnati».
Il secondo provvedimento riguarda lo smart working, «applicabile a tutto il personale dipendente a tempo indeterminato o a tempo determinato della Asl 1, sia del comparto che della dirigenza, di qualsiasi profilo e di qualsiasi ruolo, che svolga attività di natura tecnico-amministrativa all’interno delle Unità operative dei dipartimenti amministrativo e tecnico e dei servizi di staff, attività che il direttore/responsabile, per quanto di competenza, ritenga compatibile con le innovative modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa da remoto. La procedura non può essere applicata al personale impiegato nei servizi direttamente coinvolti nella gestione dell’emergenza epidemiologica in atto, né al personale che svolga attività socio-assistenziale e di cura che richiede contatto diretto con i pazienti. L’accesso alle modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa è consentito, su istanza dei dipendenti interessati, su modulistica approvata, in via prioritaria ma non esclusiva, ai lavoratori portatori di patologie che li rendono maggiormente esposti al contagio, ai lavoratori che si avvalgono di servizi pubblici di trasporto per raggiungere la sede lavorativa, ai lavoratori sui quali grava la cura dei figli a seguito della contrazione dei servizi dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia». Intanto proseguono a ritmo serrato i lavori per la costruzione del triage all’interno di Malattie infettive.
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