Pochissimi utenti Biblioteca alle prese con un lento declino

La struttura è ancora nei locali provvisori di Bazzano L’ex direttore Capezzali invoca il ritorno in centro storico
L’AQUILA. Uno scrigno prezioso, che dal 1848 racchiude la storia d’Abruzzo e dell’Italia meridionale, punto di riferimento di tutte le opere di Benedetto Croce. 260mila volumi e un’inedita raccolta di manoscritti, tra cui spiccano gli Annales di Anton Ludovico Antinori.
La biblioteca provinciale “Salvatore Tommasi”, nata sulla scorta dell’istituzione, all’Aquila, nel 1814, del Regio liceo degli Abruzzi, all’angolo di Piazza Palazzo, vive un momento di decadenza. Poco personale, orario di apertura al pubblico ridotto, carenza di servizi e il blocco dell’aggiornamento dei libri.
A otto anni e mezzo dal sisma, la biblioteca è ancora nei locali provvisori di Bazzano. A sollecitarne il ritorno in centro storico, dove per più di un secolo ha nutrito la sete di sapere di generazioni di studenti, è la Deputazione di Storia Patria, che ha anche inviato una lettera al presidente della Regione Luciano D’Alfonso.
PATRIMONIO A RISCHIO. Prima il terremoto del 2009, che ha comportato il trasferimento della biblioteca dalla storica sede di Piazza Palazzo al nucleo industriale di Bazzano, provocando un naturale calo di afflusso dell’utenza. Poi, il passaggio di competenze dalla Provincia alla Regione, che si è concluso solo lo scorso anno. «In tutto questo», dichiara Walter Capezzali, per un ventennio direttore della biblioteca tommasiana, «si sta consumando un lento declino di un’importante istituzione culturale trasformata in una sorta di deposito librario».
SERVIZI RIDOTTI. Pesanti riduzioni di personale qualificato, con pensionamenti mai sostituiti, mancato aggiornamento del patrimonio librario, interruzione degli abbonamenti a periodici e quotidiani. E, soprattutto, limitazione degli orari di apertura al pubblico: la biblioteca provinciale è fruibile, da settembre, solo cinque giorni a settimana e in orario antimeridiano, tranne martedì e giovedì in cui il servizio è garantito anche nel pomeriggio. Ma i fruitori sono sempre meno, scoraggiati dalla sede periferica e dalla riduzione dell’offerta: dai circa 200 utenti giornalieri del pre-sisma si è passati a poco meno di trenta. «Con il trasferimento delle competenze alla Regione, nel 2016, la biblioteca ha subìto una drastica riduzione di personale», evidenzia Capezzali. «I quattro dipendenti rimasti, di cui uno assunto part-time, seppure animati da spirito di dedizione, non riescono a offrire un servizio adeguato, anche per l’assenza di una politica di aggiornamento adeguata».
SEDE IN CENTRO. «La biblioteca provinciale deve tornare in centro». Questo il messaggio lanciato dalla Deputazione di Storia Patria, che la settimana prossima indirà una conferenza stampa per porre l’accento sulla precaria situazione che vive la struttura. «Un patrimonio culturale di enorme valore, che va recuperato e reso nuovamente fruibile, in tutta la sua operatività», sottolinea Capezzali. La vecchia sede della biblioteca Tommasiana fa parte del complesso a forma di “L” che affaccia su Piazza Palazzo e annovera anche l’ex sede del Liceo Classico e del Convitto nazionale. Il Provveditorato alle Opere pubbliche sta chiudendo le procedure relative alla progettazione per, poi, indire una gara di appalto per la ristrutturazione dell’intero edificio.
LETTERA A D’ALFONSO. Qualche giorno fa, la Deputazione di Storia Patria, di cui è presidente Capezzali, ha inviato una lettera di sollecito al presidente della giunta regionale D’Alfonso, in cui si mette in luce «la grave situazione in cui versano le quattro biblioteche provinciali presenti in Abruzzo, con particolare riferimento a quella aquilana».
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